
Il pagamento dei debiti arretrati della PA ha assunto un ruolo centrale nell’intera dinamica dei rapporti tra governo e imprese, sia per la sua assoluta dimensione (si parla di oltre 100 miliardi), che per l’impatto immediato che potrebbe avere nel ripristinare una dose di liquidità nel circuito delle imprese. Nonostante i buoni presupposti non si è ancora trovata una soluzione e anche l’incontro tra governo, banche e associazioni non ha portato ad un’accordo.
Per questo motivo Imprese+Finanza seguirà l’evoluzione di questa vicenda -sinora non troppo brillante- nei commenti che appariranno sulla stampa dai vari attori sulla scena, per registrare se siamo più bravi a fare dichiarazioni o a fare fatti.
La settimana si apre con le dichiarazioni del ministro Passera raccolte durante la sua visita al salone del mobile e riprese dal Sole24ore.it:
Interpellato sulle difficoltà delle aziende che lamentano problemi nell’accesso ai capitali e sui ritardi nei pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione, Passera ha risposto: «Credo che ci sia la disponibilità e l’impegno da parte del Governo a creare i presupposti per il ripagamento dello scaduto, che sono la certificazione dei debiti e la garanzia di questi crediti».
«Noi in particolare – ha detto Passera – come fondo di garanzia ci metteremo tutto ciò che serve». Ma non basta. «Ci vuole un grande contributo che parta dal mondo delle banche – ha proseguito – e nell’immediato non è possibile creare nuovo debito per pagare quel debito ma bisognerà anticipare e renderlo liquido». Su questi temi il ministro ha partecipato proprio giovedì scorso a un tavolo con le imprese definito «una riunione di grande soddisfazione»
Traduzione: A) non c’è ancora accordo… solo ‘grande soddisfazione’ B) le banche si sono rifiutate di finanziare tutti i crediti delle imprese nella forma del pro-solvendo perché l’aumento degli impieghi richiede capitale e perché nella forma del pro-solvendo ci sono molti rischi che le banche non vogliano assumere verso le imprese con i peggiori rating, C) i fondi assegnati per il potenziamento del Fondo di Garanzia (400 milioni) che avrebbero dovuto, sempre secondo Passera, generare ben 20 miliardi di credito aggiuntivo, saranno utilizzati per… garantire i debiti dello Stato. Un vero assurdo.
Dichiarazioni sempre troppo caute:’credo che ci sia la disponibilità e l’impegno…’ non è la stessa cosa di ‘il Governo intende trovare la soluzione entro 1 mese…’. Senza se e senza ma.







23 aprile 2012 at 08:03
Ovvio che le banche non si accollano il pro-solvendo, sono le prime a credere che lo stato non onorerà gli impegni e darà default.
23 aprile 2012 at 08:28
Non credo che si sia arrivati a questo punto.
Le banche fanno resistenza perché mettere sui loro libri impieghi anche solo 20 miliardi di crediti pro-solvendo comporta una notevole allocazione di fondi e capitale. Se l’accordo aprisse i boccaporti sarebbero sommerse da richieste. Sono riuscite tra dicembre e marzo a contenere gli impieghi, non hanno molta voglia di ritornare al punto zero.
In secondo luogo processare richieste di anticipi pro-solvendo da imprese con rating compresi nella fascia ‘poco gradita’ andrebbe a creare ulteriori problemi nei rapporti con le imprese. Non è un problema semplice
23 aprile 2012 at 08:51
Stamane l’Italia ha un CDS a livello dell’ Ucraina, niente male vero, e chi l’avrebbe mai detto.
Sono anche daccordo con quanto da Lei detto, le banche non vogliono fare impieghi perchè non hanno quattrini da mettere sulle imprese, ma con quelli che hanno devono fare il carry trade per mantenere l’attuale status quo di costi abnormi dello stato (vedasi LTRO).
Questa è la via che ha intrapreso giusto anno fa la grecia.
Si vada a vedere il grafico del CDS Grecia e lo sovrapponga a quello dell’Italia, vedrà che in anno ci arriveremo anche noi.
Ovvio che a questo punto le banche hanno già tirato i remi in barca e si stanno posizionando per il dopo.
Cordiali saluti
e buon lavoro
Francesco
25 aprile 2012 at 16:15
Il problema non e’ solo delle banche….. Molti comuni ancora non rilasciano il certificato di regolarità delle fatture, perché le utilizzano maldestramente per ” fare giochi pirotecnici ” con il loro bilancio
Ad un comune al quale il collegio sindacale della mia azienda si sono rivolti per riconciliare i saldi, nonostante contratto firmato dal sindaco, riconoscimento di debito,e loro richieste di proroga sui pagamenti accordati, si sono sentiti rispondere dall ufficio ragioneria che le fatture non erano ancora registrate( dopo oltre 8 mesi dall esecuzione dei lavori….che fare.?
Accetto consigli ….la cifra da incassare sono quasi 200k