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29 febbraio 2012

Basterà la Moratoria 3 ?

Come un sequel di un film di successo siamo arrivati alla terza edizione della moratoria sui mutui delle PMI, firmata ieri da ABI, dalle Associazioni degli imprenditori alla presenza del ministro Passera e del vice ministro Grilli che hanno benedetto questa nuova intesa.

Diciamo subito che anche questa volta non ci sono novità esaltanti anche se nel complesso si tratta di un accordo che arriva al momento giusto:

1) Mutui: la possibilità di avere la sospensione delle rate capitale è ammessa solo sui finanziamenti che non hanno mai beneficiato nelle precedenti edizioni del 2009 e 2011. Vale per tutte le PMI che avessero già utilizzato la moratoria su mutui diversi. In questo caso nessuna variazione dei tassi applicati. In tutti gli altri casi dove la sospensione delle rate non è ammessa, è possibile richiedere un allungamento delle scadenze con relativo abbassamento della rata capitale. Ma fate attenzione, per conservare il tasso o spread inizialmente concordato la nuova scadenza finale non deve superare il 2015 (3 anni e 10 mesi da oggi), altrimenti la banca ha diritto di riprezzare tutto.

2) Leasing. Solo sei mesi di sospensione dei canoni. Peccato questa mezza-moratoria perché in passato proprio le società di leasing si erano rivelate le più flessibili nel rinegoziare moratorie e allungamenti della scadenza.

3) Finanziamenti a breve. Sembra interessante la concessione di un allungamento sino a 270 giorni delle anticipazioni su crediti commerciali, anche se il criterio di ammissibilità (“crediti certi ed esigibili”) ho il sospetto che preveda una qualche forma di notifica e accettazione del debitore per garantire l’esigibilità. E inoltre mi domando se questa possibilità sia automatica per qualsiasi impresa di qualsiasi rating o sia sempre a discrezione della banca.

4) rafforzamento patrimoniale. Un rilancio dei ‘prestiti partecipativi’ che accompagnano con debito la decisione di aumentare il capitale con rapporti 1:1 o forse anche superiori. In passato non hanno mai funzionato su larga scala e anche in questo caso ritengo che si tratti di manovra opzionale basata sul buon rating dell’impresa.

Tempistica. L’accordo ora deve essere sottoscritto da ciascuna banca entro 30 giorni e successivamente serviranno almeno altri 30 giorni per diramare le istruzioni alle reti bancarie via circolare interna. Pertanto presentatevi prima della fine di aprile solo per prenotavi ma non aspettate di ricevere risposte chiare o moduli.

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Dall’Accordo mancano:

a) soluzioni per lo smobilizzo dei crediti verso la PA. Ne stanno parlando, i giornali di oggi descrivono un meccanismo molto complesso con interventi delle banche e dello Stato, ma per ora nessuna certezza.

b) sempre nei prossimi due mesi si prevede qualcosa per finanziare nuovi ordinativi, ma soprattutto si parla di “consolidamento delle passività” e questo è il tassello fondamentale che manca perché spostamento delle rate o allungamento delle scadenze molto spesso non sono sufficienti a risanare un impresa con debito a breve che non è in grado di rimborsare.

c) l’ampliamento dell’ambito operativo del Fondo di Garanzia anche alle situazioni di ristrutturazione del debito. Questa ipotesi era stata ventilata dall’avv. Mussari e dalla sig.ra Marcegaglia ma è rimasta per ora nel cassetto e la sua assenza è di sicuro la maggiore delusione su tutto il provvedimento.

L’accordo è stato firmato da parti infelici… Da un lato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia si è detta soddisfatta a metà delle misure previste nella moratoria sui crediti delle banche nei confronti delle pmi: «Danno un sollievo significativo alle nostre imprese anche se non risolvono il tema del credit crunch». Dall’altro l’avv.Mussari presidente dell’ABI non ha perso occasione per ribadire che le banche devono guadagnare e non possono offrire servizi gratis. Si riferiva alla storia dei conti correnti gratuiti per i pensionati, perché non sapeva che nello stesso momento la Commissione Industria del Senato stava infilando nel decreto liberalizzazioni un’altra tegola: la nullità di tutti gli accordi tra banche e clienti che prevedono commissioni per la messa a disposizione dei fondi, una delle commissioni più remunerative per le banche sulle imprese. Credo che presto tuonerà.

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