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2 febbraio 2012

Banche che prendono impegni sul credito

La trasmissione del credito e della liquidità all’economia reale (imprese e famiglie) non è un problema solo italiano, ma europeo.  Seguendo le identiche vicende sul mercato inglese in più occasioni vi ho portato esempi di come le PMI britanniche siano in uguale difficoltà, ma anche di come il sistema governo-banche abbia da tempo messo in atto meccanismi più efficaci senza perdersi in chiacchiere e schermaglie se il credito sia un problema di domanda e di offerta.

Proprio da una banca, globale nel mondo ma considerata inglese in UK, HSBC, arriva una risposta indiretta ai tentennamenti delle banche italiane che dimostra cosa si potrebbe fare anche qui.

La banca ha appena annunciato una serie di impegni volti a dare supporto alle PMI inglesi nel 2012, dopo avere rispettato in pieno nel 2011 gli impegni presi sul progetto Merlin (vedi “il pungolo alle banche inglesi“) prestando 38,8 miliardi di sterline alle imprese, di cui 11,7 miliardi alle PMI.  Gli impegni presi per il 2012 sono:

- portare da 130 a 180 il numero di specialisti nel Commercio Estero e mettere a disposizione 7 mld di sterline per operazioni di Trade Finance

- finanziare circa 30 miliardi di fatture, sia domestiche che estere per fornire capitale circolante alle imprese clienti

- approvare almeno l’80% delle richieste di credito provenienti dalle PMI

- aumentare la capacità della linea International Business Overdraft che offre tassi ridotti fino al 3% sugli anticipi fatture per i primi 12 mesi.

Il responsabile commerciale del segmento PMI,  Jacques-Emmanuel Blanchet, ha confermato che HSBC è assolutamente impegnata a supportare le PMI inglesi nel 2012, con credito, prodotti innovativi e centinaia di eventi volti a scambiare conoscenze nella rete internazionale della banca.  L’obiettivo del 2012 è proprio quello di supportare le PMI nella loro crescita internazionale.

Ecco, ora qualcuno mi dica se ha per caso sentito questo tipo di impegni da una sola banca italiana. Impegni sul volume di nuovi crediti da erogare, sulla quota minima di richieste da accettare e su investimenti in competenza e persone. A prima vista non sembrano impegni impossibili e fuori dalla portata delle banche italiane, che invece continuano a baloccarsi con i plafond offerti a Confindustria di cui poi non sapremo mai l’esito, soprattutto in relazione a richieste approvate e richieste respinte al mittente.

Suggerisco anche all’ABI e al Ministro del Tesoro di andare a vedere come funziona il progetto Merlin, ora che le banche italiane hanno bisogno non solo di tenere i Tremonti bond, ma di farsi dare altre garanzie dalla Stato. In fondo per avere questa rete di supporto, forse qualche impegno sull’erogazione del credito potrebbero prenderlo.

 

 

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Pubblicato in: banche e PMI

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