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31 gennaio 2012

Liquidità problema n.1

Da quanti mesi sostengo che la lentezza (per mancata puntualità) dei pagamenti e la scarsa liquidità sono il principale nemico della salute delle imprese? La mancanza di liquidità nei conti delle imprese è stata aggravata nell’ultimo trimestre 2011 dalla crisi di liquidità delle banche, dalla minore erogazione di credito e, per le imprese che avevano già ritardi nel pagamento di finanziamenti, dalla riduzione da 180 a 90 giorni del limite per evitare segnalazioni in Centrale Rischi.

La gravità del problema liquidità emerge anche da una recente condotta nel novembre 2011 da Daniele Marini e il team della Fondazione Nord Est su un campione di 750 imprese agroindustriali del Nordest di varia dimensione (“LA CONGIUNTURA DELLE IMPRESE AGROINDUSTRIALI DEL NORD EST”).

Nel grafico che riporto appare che il livello di liquidità è giudicato insufficiente dal 37,6% delle imprese del campione con punte del 44% in Friuli e del 45% per le micro-imprese (1-9 addetti) rispetto a solo il 9% delle grandi imprese. Numeri importanti che confermano le mie ipotesi:

– il perimetro delle imprese a rischio insolvenza (liquidità insufficiente) supera il 30% e arriva a oltre il 40% nelle piccole imprese. Attenzione perché queste sono le imprese che sono già, o che saranno presto, in seria difficoltà con il sistema bancario, le imprese che rischiano riduzioni del credito le quali potrebbero fare precipitare la situazione. La percentuale corrisponde in pieno alle mie stime sul perimetro di rischiosità delle PMI e al perimetro a cui il credito è stato razionato.

– il livello di liquidità è ottimo nelle grandi imprese (91%) non solo per una migliore gestione di tesoreria, ma perché il potere contrattuale delle grandi imprese si esercita anche rallentando il deflusso verso le piccole imprese con pagamenti molto lenti.

Infatti nello stesso studio non sorprende vedere una tabella che mostra i ritardi di pagamento:

Immediato notare che:

a) il 65% delle imprese segnala ritardi di pagamento rispetto ai tempi pattuiti. Una percentuale inaccettabile per un paese normale.

b) il ritardo colpisce più le piccole imprese (67% e 69%) che le grandi (53%)

Anche la ricerca della Fondazione Nord Est ci dice che adottare la direttiva comunitaria sui pagamenti avrebbe effetti immediati sulla liquidità delle piccole imprese, grazie a pagamenti più veloci dalle grandi imprese che detengono buone scorte di liquidità, metterebbe al riparo le banche da nuovi ritardi e incagli, alimentando un circuito virtuoso di credito ‘buono’ (a fronte di fatture pagate puntualmente).

Perché si stia traccheggiando così tanto sull’adozione della Direttiva (promessa per novembre 2012) è ovvio, il problema sono i pagamenti da una PA che non ha soldi. Per tutelare il bilancio pubblico si sta rinunciando però a una misura che avrebbe effetti benefici negli scambi privati e che non può aspettare altri 10 mesi.

Per le banche che leggono la ricerca in profondità un altro monito. Se le imprese con scarsa liquidità non saranno aiutate il rischio di deterioramento del credito è molto elevato. Prevenire è meglio che curare.

 

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