Brani di un articolo prelevato da Umbria 24:
Le imprese umbre sono alle corde per ciò che riguarda la liquidità con dati record a sulle sofferenze, ben oltre la media italiana e delle regioni del Centro. Lo evidenziano i dati snocciolati dal presidente regionale dell’Abi, Francesco Tuccari, durante l’audizione davanti alla seconda commissione del consiglio regionale. Tuccari ha comunque difeso l’operato delle banche sottolineando come il sistema bancario umbro presta più di quanto raccoglie e i dati evidenziano una situazione migliore rispetto alla media nazionale. L’audizione fa parte di una specifica indagine sulle criticità del sistema creditizio umbro, promossa dall’organismo di Palazzo Cesaroni su richiesta del consigliere Franco Zaffini (Fare Italia).
Umbria meglio dell’Italia
Dall’intervento di Tuccari, particolarmente articolato, è subito emerso che i dati del credito in Umbria, (riferimento ottobre 2011) evidenziano una situazione migliore rispetto alla media nazionale. Il totale dei finanziamenti bancari risulta pari a 22,3 miliardi di euro, segnando un incremento annuo del 5,3%. Una dinamica più elevata di quella nazionale (+ 3,8%) e rispetto all’area del Centro Italia (+ 1,4%). I finanziamenti bancari alle imprese, sempre fino ad ottobre 2011, sono stati di 14,2 miliardi di euro, con un tasso di crescita del 5,7%.Meno investimenti, soldi per liquidità
Ma i soldi non servono per innovare quanto piuttosto per coprire ammanchi di cassa. «Dopo il progressivo miglioramento nel corso del 2010 – ha evidenziato il presidente regionale dell’Abi – nello scorso anno si è registrata una significativa diminuzione della domanda di finanziamento legata agli investimenti, mentre è cresciuta la necessità di copertura del capitale circolante ed il ricorso ad operazioni di ristrutturazione e consolidamento del debito». Tuccari non ha mancato di sottolineare, in sostanza, che le banche, «pur in un contesto di difficoltà delle imprese, non hanno mai fatto mancare il necessario sostegno finanziario».
La musica non cambia signori. Il credito alle imprese sale statisticamente, ma non si capisce bene a chi vada perché tutto il resto è una lamentela: sofferenze che crescono, imprese senza liquidità, di investimenti nemmeno l’ombra. Tuccari, il nuovo DG della Banca di Spoleto, non ha voluto nascondersi dietro un dito. Le banche non hanno fatto mancare il sostegno finanziario, ma mi deve consentire di togliere la parola ‘necessario’. Quello che è necessario è molto di più, ma è la parte più difficile dell’attività di credito: sostenere chi è in difficoltà dandogli una mano per ripartire.







