
Manca poco per il ricambio al vertice di Confindustria. Emma Marcegaglia lascerà il testimone a uno degli sfidanti, scelto tra i due industriali alla testa delle multinazionali tascabili, Bombassei della Brembo e Squinzi della Mapei con Riello come terzo incomodo..
Prima che il presidente di Confindustria cambi è interessante capire la sua posizione sui temi della crescita e del lavoro. Ieri ad Aosta parlando davanti all’assemblea della Confindustria Valle’d'Aosta ha detto alcune cose che vale la pena di sottolineare:
“Abbiamo davanti un anno difficile, ma non dobbiamo rassegnarci. Anzi dobbiamo capire come fare per venirne fuori”
“Nei primi 17 giorni – ha detto Marcegaglia – il governo Monti ha fatto una manovra pesante, ma necessaria. Oggi abbiamo una riforma delle pensioni che ci mette all’avanguardia in Europa. Questo non è tanto un vantaggio per le imprese, ma per senso di responsabilità abbiamo sostenuto la proposta”.
E sulla riforma del lavoro:
“Ci presenteremo lunedì prossimo all’incontro con il governo senza ideologie. Sarà necessario modificare la flessibilità in entrata, ma anche su quella in uscita: non si possono tutelare posti di lavoro che non esistono più”.
Mi sembra una frase importante. Tutelare un’occupazione che è solo un costo e un impedimento per la possibilità estrema di ristrutturazione di un’impresa e di un paese è una posizione sbagliata e insostenibile. Troviamo il modo con la concertazione di spostare il lavoro dove può rendere ed essere produttivo. Il fatto è che non sappiamo quanti siano in Italia, nelle imprese i ‘posti di lavoro che non ci sono più’. E questo fa parte del ‘capire come venirne fuori’ insieme ad altre cose importanti.







