
Era prevedibile che proprio l’aumento di capitale di Unicredit avrebbe acceso le polveri della contestazione sul rapporto tra fondazioni bancarie e banche partecipate, molto più che a Siena dove l’abbraccio tra fondazione e MPS ha ancora pochi contestatori.
La protesta sul ruolo delle fondazioni arriva da Reggio Emilia, guidata dal sindaco Delrio (nella foto) che insieme a 40 colleghi ha espresso il suo pensiero in modo netto, invitando la Fondazioni Manodori a staccarsi dalla corazzata bancaria, che rappresenta l’unico investimento della fondazione.
“La Fondazione Manodori deve cessare di essere fondazione bancaria e diventare realmente Fondazione di Comunità” con la “progressiva, rapida e costante dismissione di quote significative della partecipazione dal titolo azionario di Unicredit banca, compatibilmente con i valori di mercato e non penalizzante rispetto alle quotazioni iscritte a bilancio”. Lo chiedono i 40 sindaci Pd della provincia di Reggio Emilia in una lettera che porta in calce le loro firme, a partire da quella di Graziano Delrio, sindaco del capoluogo. La Fondazione Manodori ha aderito parzialmente all’aumento di capitale di Unicredit, al termine del quale la sua quota nel gruppo bancario scenderà allo 0,5%. “Serve da subito una consistente diversificazione del patrimonio verso altri investimenti a basso rischio e rendimento garantito che salvaguardino la costante erogazione per le finalità della fondazione”. Secondo i sindaci la Manodori deve diventare “Fondazione di Comunità”, per “garantire al territorio quelle elargizioni che sostengono, non solo il volontariato e la cultura, ma anche il sistema dell’istruzione e delle scuole dell’infanzia pubbliche e paritarie”. I sindaci chiedono al presidente della Manodori Gianni Borghi di arrivare alla modifica dello statuto “con l’abolizione, in primis, del principio antidemocratico di cooptazione”. “Per aprire questa nuova fase è indispensabile l’allargamento alle migliori rappresentanze economiche e sociali del territorio ed un forte coinvolgimento nelle future decisioni, degli enti locali democraticamente eletti da tutti i cittadini”, dicono i sindaci. (fonte L’Informazione.com)
La Fondazione Manodori aveva deciso di comprare altre azioni di Unicredit, senza indebitarsi ma attingendo comunque alla “cassa” con l’adesione parziale all’aumento di capitale, attraverso la cessione dei diritti d’opzione sulle azioni già in portafoglio. Aggiungendovi però una sorta di “cippino”, ovvero l’acquisto di altre azioni, 25milioni in tutto, per un esborso calcolato tra i 10 e i 15 milioni di euro, attingendo ai fondi d’investimento, la parte minoritaria del patrimonio dell’ente, ma anche quella che finora ha riservato meno dolori. Una decisione che il consiglio generale della Manodori ha preso a maggioranza: 8 voti favorevoli e 5 contrari.
Quanto alla posizione di Delrio e dei 40 sindaci del PD questa è la sua dichiarazione:
«E’ del tutto evidente che una banca di respiro internazionale com’è nei fatti Unicredit sia esposta più di altre realtà alla crisi finanziaria che squassa l’Europa. Per questo, oggi, non voglio entrare nel merito dell’ultima decisione presa dal consiglio generale. Quasi certamente – sottolinea il primo cittadino nel colloquio con la Gazzetta – chi ha deciso di investire ulteriormente in azioni Unicredit avrà le sue ragioni. Io, al posto dei consiglieri mi sarei opposto a questa ulteriore esposizione della Manodori nella banca di piazza Cordusio, ma capisco anche il momento di particolare criticità e il tentativo di recuperare parte del patrimonio che in questi mesi è andato perduto». Sembra quasi distinguersi, il sindaco, rispetto al coro che, dalla sua parte politica, si è alzato in questi giorni chiedendo dimissioni e commissariamento del board di Palazzo del Monte. «Condivido il senso dell’intervento del segretario del Pd Roberto Ferrari – dice il primo cittadino – anche se mi trovo in un ruolo diverso rispetto a luie devo attenermi a quello che ho sempre detto nelle sedi deputate: la ricetta è sempre quella e parte dalla diversificazione del patrimonio e devo dire che i consiglieri espressione dell’ente locale sino sono sempre spesi in questa direzione»
…
«Appena il titolo lo consentirà, vendere. La diversificazione del patrimonio non può attendere oltre. E a questo proposito mi auguro che in città nessuno faccia il tifo affinché Unicredit affondi. Sarebbe una sciagura per il Paese e per la comunità locale. Detto questo però mi auguro anche che i membri degli organi decisionali della Manodori abbiano d’ora in poi una sola ossessione: ovvero quella di garantire le erogazioni per il sociale e la cultura di questa città»
La situazione di particolare debolezza di molte banche, lo avevo già detto, mette in profonda crisi i rapporti tra Fondazioni e banche per un mero fatto di soldi destinati agli aumenti di capitale e sottratti alle erogazioni. Si sta forse arrivando a un punto di rottura che nessun altro intervento di natura legislativa aveva raggiunto per la separazione di questo legame che in molti definiscono ‘incestuoso’ o molto pericoloso. Per capire può essere utile leggere l’articolo di Tito Boeri e Luigi Guiso su LaVoce.info, “Quell’abbraccio mortale tra fondazioni e banche“, da cui traggo solo un paragrafo iniziale:
Da tempo sosteniamo che è opportuno che le fondazioni bancarie smettano di esercitare un controllo sulle banche conferitarie e perseguano invece strategie di gestione della loro dotazione mirate a ottenere il massimo rendimento finanziario con il minor rischio possibile. È questa la strategia di gestione che meglio garantisce il perseguimento degli obiettivi sociali delle fondazioni. È anche la strategia che consentirebbe di migliorare la governance delle banche, facendo posto a soggetti che hanno come obiettivo primario la massimizzazione del loro valore anziché altri fini.
Ora di fronte al crollo delle quotazioni delle banche partecipate, ma soprattutto alla prospettiva di dividendi molto magri per il prossimo futuro, l’intera politica di investimento delle fondazioni bancarie è entrata nell’occhio del ciclone. Forse è la volta buona.







