Postato:

19 dicembre 2011

Un LiTRO senza impegni?

Leggendo articoli e lanci di agenzie mi è rimasto un dubbio non banale su come verrà utilizzata la garanzia che lo Stato ha messo gentilmente a disposizione delle banche e la finestra di rifinanziamento fornita dalla BCE sempre alle banche europee (e dunque anche a quelle italiane) per rifinanziarsi all’1% su scadenze sino a 3 anni.  Secondo quanto pubblicato dal Sole oggi il LTRO (Long Term Refinancing Operation che per essere pronunciabile in italiano ribattezzerò LiTRO) funzionerebbe in questo modo:

Una nuova mossa straordinaria annunciata dalla Banca centrale europea (dal 1 novembre guidata da Mario Draghi) per sostenere gli istituti di credito, ripiombati dopo tre anni di doping finanziario agli stessi livelli (se non peggiori) di crisi di liquidità del 2008 (in scia alla crisi subprime e al collasso di Lehman Brothers).Quello che andrà in scena mercoledì sarà un Ltro a 3 anni in cui la Banca centrale europea presterà soldi all’1% agli istituti di credito dell’Unione.  Di che importi stiamo parlando? Secondo gli analisti di UniCredit l’operazione di rifinanziamento (Ltro) a 3 anni prevista per mercoledì dovrebbe vedere una domanda totale “compresa tra i 255 e i 285 miliardi euro”.
Secondo gli analisti le banche europee hanno bisogno di rifinanziare 230 miliardi nel primo trimestre 2012. L’operazione Ltro consentirebbe di allungare la scadenza del funding (raccolta) a livelli poco costosi.

Qualcuno ha già scritto che il LiTRO servirebbe alle banche per finanziarsi all’1% investire in BTP al 6% e lucrare un margine praticamente senza rischio di 5 punti percentuali che serve a dare vitamina ai bilanci bancari piagati dalle sofferenze, tuttora in crescita, che a fine anno subiranno una nuova falcidie sui conti economici per via delle rettifiche.

Il dubbio deve essere reale perché ha già spinto Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria a dichiarare a REUTERS:

“La decisione della Bce di concedere prestiti a tre anni ampliando gli asset in collaterale è positiva purché fornisca alle banche italiane risorse per riaprire il credito alle imprese“, ha detto Marcegaglia riferendosi alla decisione di giovedì scorso di concedere linee di credito a rubinetto con scadenza triennale e rendimento all’1%.”Viceversa, non lo ritengo uno strumento adatto per indurre le banche a comprare titoli di Stato italiani”, ha aggiunto al convegno su “L’Europa e l’agenda di riforma” che si è tenuto alla rappresentanza italiana della Commissione europea.

L’ambiguità nell’utilizzo della finestra di rifinanziamento va chiarita e pure in fretta, perché che la BCE debba o voglia dare una stampella alle banche europee può andare bene in questo momento, ma che la possibilità di finanziarsi a tassi molto bassi possa risultare del tutto ininfluente per le imprese chiamate a pagare sui finanziamenti uno spread stratosferico non va per nulla bene. Sinora non risultano impegni in questo senso presi dall’ABI, che pure continua a strillare contro le richieste dell’EBA e ritornando sull’argomento sviluppato nei post precedenti vorrei capire in quale modo chi si trovasse a finanziare investimenti e circolante al costo del 10% oggi possa beneficiare del funding all’1% concesso dalla BCE alle banche domani. Perché, è bene dirlo in modo chiaro, chi oggi sta applicando questi spread legati al rischio-Italia non ha nessuna intenzione di ridurli qualora domani il rischio-Italia dovesse tornare da dove è partito e nella miseria della situazione attuale già pregusta la possibilità di incamerare profitti negli anni futuri. Nelle filiali delle banche gli imprenditori che chiedono mutui a 10 anni si sentono dire che poiché la banca ha fatto funding a 10 anni, il pricing deve riflettere il costo e un eventuale rifinanziamento sconterà tutta la penale per la rottura del funding iniziale. Nulla di più falso, perché al momento nessuna banca sta finanziandosi a 10 anni o può lontanamente sognare di farlo sul mercato. Le banche stanno finanziando a breve anche il medio-termine in questo periodo.

Serve un impegno delle banche sui rifinanziamenti

Perciò il minimo che si possa pretendere dalle banche che oggi stanno annaspando nella mancanza di liquidità è proprio un impegno a trasferire i benefici della garanzia statale e del LiTRO all’economia reale, prendendo chiari impegni sia in termini di volumi di credito che sul futuro rifinanziamento -a tassi inferiori- di qualsiasi operazione nata in questo periodo che speriamo sia solo sfortunato e temporaneo.

Se viceversa l’uso del LiTRO fosse quello di acquistare BTP, in assenza di domanda estera e sostenerne i corsi, non si capisce perché un grazioso regalo come sarebbe  l’arbitraggio del 5% debba finire tutto nelle tasche delle banche e non servire a ridurre il costo dei finanziamenti alle imprese.

 

more

Ti potrebbe interessare anche :


TAGS: , , ,
Pubblicato in: credito
to “Un LiTRO senza impegni?”

Leave a Reply

Twitter Users
Enter your personal information in the form or sign in with your Twitter account by clicking the button below.