
Il commento arrivato sul blog da un lettore-imprenditore merita una notizia a parte, visto che indica finalmente con nomi e cognomi la risposta di una banca (MPS) alla situazione di grave difficoltà nella gestione della posizione di liquidità. Siamo ai limiti del patto contrattuale con l’impresa, siamo lontanissimi dal famoso patto di partnership banche-imprese invocato ancora ieri dal presidente della Piccola Industria Boccia, siamo lontani dalle frasi pronunciate ieri dal DG di Intesa Marco Morelli, che rigetta l’accusa di un credit-crunch operato dalle banche.
Ma trattandosi di MPS, direi che siamo vicinissimi a quanto segnalato nel post “La mossa della disperazione” dove proprio la posizione critica di MPS veniva indicata come il motore dell’aggressività assunta dall’ABI verso le richieste dell’EBA. Ecco il testo del commento ricevuto ieri:
Oggi mi sono recato presso Mps perche’ mi avevano comunicato venerdi’ la delibera di un fido autoliquidante di 250.000,00 €
Garantito al 60% da Eurofidi [con la controgaranzia del Fondo di Garanzia ndr]. Sorpresa? oggi mi hanno comunicato che il fido puo’ essere utilizzato solo al 25% per il 2011, perche’ la direzione generale della banca ha bloccato fino anno nuovo l’erogazione dei mutui gia’ deliberati e decurtato l’utilizzo dei nuovi affidamenti. GMG
La liquidità è il vero cancro del sistema bancario che si trasmette all’economia reale. Nel caso citato la garanzia del Fondo non serve a nulla senza liquidità, a conferma del fatto che i 10 o 20 miliardi di nuovo credito non ci saranno se non risolve il problema dell’accesso ai fondi delle banche, esattamente come descritto in “Il credito dove serve“.








17 dicembre 2011 at 07:36
nella stessa settimana del 14 ad una Ag. del MPS in zona V/le Libia ho assistito ad un comportamento che non ha nulla a che vedere con la professionalità, rigore e correttezza che tanto si sbandiera. Un medio imprenditore con azienda sana e con commesse di lavoro in portafoglio, viene invitato a rientrare del fido storico a suo tempo avuto immediatamente. Il titolare senza battere ciglio provvede immediatamente a rientrare ( parliamo di quasi 150 mila euro) . Dopo due giorni gli arrivano assegni sul conto e il titolare per evitare sorprese si presenta con assegni circolari ( dico circolari) ma la direzione pretende denaro liquido e quindi manda in protesto l’assegni. A parte il vergogognoso comportamento della Banca, vorrei sottolineare l’aasenza totale delle associazioni di categoria. Vorrei sottolineare che una azienda dovrebbe andare in crisi per una difficoltà di mercato o gestionale, ma è veramente da Medioevo creare difficoltà ad un azienda sana in questo modo. Credo che sia ora di riscrivere un patto tra le piccole e medie aziende ed eliminare le attuali associazioni o quantomeno iniziare forme di protesta in maniera da mettere con le spalle al muro questi dilettanti. Avevo consigliato a questo mio collega di fare immediatamente denuncia ai Carabienieri e alla Procura e di portare il giorno dopo le famiglie dei dipendenti davanti l’istituto, poichè rischiano il posto di lavoro.
roberto- roma
18 dicembre 2011 at 05:48
..aggiungo al post precedente che una grande forza di opinione pubblica si potrebbe creare tramite gli strumenti di Internet. Basterebbe fare circolare questa notizia ( già circola su un blog dei cittadini residenti Quartiere Maontesacro-Talenti) e invitare o suggerire a tutti i piccoli medi rispsrmiatori di togliere i loro risparmi da questo Istituto ( come dall’ Unicredit) e affidarli a banche anche piccole che ancora sul territorio stanno dando una mano alla piccola e media azienda, Sarebbe un atto di grande democrazia. Ma sarebbe linfa vitale per sorreggere le piccole aziende che creano riccheza, sostengono pensioni, creano ricchezza economica e sociale. Ma soprattutto alll’ interno dell’ azienda media si sta creando un nuovo patto sociale dove titolari e collaboratori lavorano sulla stessa scrivania gomito a gomito senza gerarchie , ma con un lavoro di squadra e con un concetto di solidarietà forte che coinvolge gli stessi familiari dell’una e dall’altra parte. Una sorte di rivoluzione sociale epocale che non solo consente di creare ambienti di lavoro di alta qualità, dove tutti sono molecola importante che creano il nucleo dell’atomo dell’azienda stessa e che pongono le persone in una sorte di “cordone di sicurezza e di tranquilittà sociale” per loro e i loro familiari.
roberto- roma
18 dicembre 2011 at 20:33
Di questo “nuovo patto sociale” bisognerà cominciare a parlare per capire come può funzionare e dove può arrivare. Modello alla tedesca, o modello italiano da inventare?
19 dicembre 2011 at 09:18
si può prendere ad esempio un modello, ma non si può copiare di sana pianta poichè la realtà tedesca è molto diversa da quella italiana. Ma attenzione già esiste una realtà quotidiana “sommersa” che per sopravvivere attua una specie di patto sociale o solidarietà sia tra titolari e dipendenti sia tra piccole medie imprese. Una grande mano la può dare Internet e i nuovi sistemi di comunicazione che permettono dibattiti, scambio di idee, opinioni diverse. Attenzione che l’episodio raccontato da me precedentemente è di una gravità inaudita, perchè possiamo comprendere una azienda in difficolta di gestione, ma non possiamo accettare che una azienda (banca) che ha tutte le protezioni possibili possa permettersi di mettere in difficoltà tessuto sano del Paese. Le pongo una domanda: se i clienti risparmiatori di quella Agenzia venissero informati di una cosa del genere cosa succederebbe? Questo è un Paese dove determinate aziende operano in regime di concorrenza vero e altre che non solo sono protette ma addirittura creano danni senza dover rispondere a qualcuno. Per non parlare del livello professionale dei dipendenti bancari cosa da Medioevo! Non dimentichiamoci che Grillo ( di cui non condivido nulla) con lo strimento di comunicazione Internet ha il 4% di elettori. Capisco che il Suo ruolo è ben altro, ma attenzione qui una parte marcia del Paese minoritaria sta distruggendo quella parte sana , attiva, propositiva. Se non spezziamo questo andazzo lo pagheremo tutti ( Lei compreso) oltre i ns. figli .
saluti
roberto