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11 novembre 2011

BPM, crescono soprattutto i problemi

Trascuro volutamente le vicende giudiziarie dell’ex-presidente Ponzellini, anche se oltre ad aprire una brutta pagina avranno qualche ricaduta sulla banca, e mi concentro sulla presentazione dei risultati trimestrali della BPM, con l’obiettivo di valutare l’andamento dei crediti alla clientela imprese. I dati sono tratti dalla presentazione fornita questa mattina nella conference call del DG Chiesa agli analisti.

Ricavi

La performance sul fronte dei ricavi presenta luci e molte ombre. Il margine sul denaro è cresciuto molto nei primi 9 mesi: +13,8% ma -lo dice la presentazione stessa- soprattutto grazie ad un’attività di aumento degli spread sia sulla raccolta (mark down) che sugli impieghi (markup). Le commissioni da servizi sono calate quasi della stessa percentuale (-11,3%) certamente a causa della crisi dei mercati finanziari ma anche perché la banca, come quasi tutto il sistema, non riesce a generare nuove aree di servizi. Il crollo dei profitti di trading (da 95 milioni a 7) ha causato una contrazione del 6% nei ricavi totali.  In sostanza non vedo notizie così positive.

Impieghi

finanziamenti alla clientela sono cresciuti nei primi 9 mesi del 7,8% rispetto al corrispondente periodo del 2010, ma questo è avvenuto prevalentemente sulla clientela privata (mutui e prestiti personali), perché nel segmento corporate si registra un calo dell’1,2% come c’era da attendersi in considerazione della stretta creditizia applicata. Da notare sempre nel segmento corporate che a quasi parità di volumi gli interessi percepiti sono saliti di ben il 12,2%. grazie ad un aumento medio del markup di 36 bp.

segmento corporate- fonte: BIPIEMME GROUP Q3 results 2011

Qualità dell’attivo e crediti deteriorati

Non sono andate molto bene le cose in questo campo. BPM sta ancora imbarcando (oppure riclassificando) crediti deteriorati. Il totale dei crediti deteriorati lordi (NPL) è arrivato a 2,95 miliardi pari al 7,9% del totale dei prestiti alla clientela con crescite rilevanti di sofferenze (+13,5%) e di partite ristrutturate (+17,3%).  I crediti deteriorati netti sono il 6,1% del totale. Nel corso dei primi 9 mesi BPM ha dovuto accantonare a rettifiche su crediti ben 180 milioni di euro con una crescita del 18% rispetto al 2010 e un impatto pari al 17% dei ricavi complessivi.  Questi numeri dicono che il processo di credito della BPM è ancora fragile e che il portafoglio crediti, anche in prospettiva, rappresenta un elemento di debolezza.

Crediti Deteriorati Lordi- fonte: BIPIEMME GROUP Q3 results 2011

Complessivamente i dati presentati dalla banca sono una conferma della situazione che più volte Imprese+Finanza ha preannunciato: crescita bassa o negativa dei finanziamenti alle imprese, fortissima attività di aumento degli spread e continuo flusso di nuovi crediti deteriorati nel 2011 a causa del protrarsi della crisi ma anche della debolezza del processo di rilevazione e ristrutturazione dei rischi da parte delle strutture bancarie.  Vedremo i risultati delle altre banche per avere ulteriori conferme o smentite.

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