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31 ottobre 2011

Paese senza meritocrazia

Le parole pronunciate da Luigi Zingales a Firenze nel corso del BigBang di Renzi sono macigni.  Macigni per un paese intero. E’ difficilissimo scrollarsi di dosso il Zingales-talk anche dove è stato esagerato e giacobino, pensando che sia solo un parere di parte. Fotografa crudelmente il malessere di un paese che ha perso i valori e con i valori la capacità di competere come sistema paese, lasciando i singoli (studenti o lavoratori) e le imprese alle loro capacità individuali.  Per accettare ciò che ha detto Zingales proviamo a considerare il suo curriculum che secondo wikipedia è il seguente:

Luigi Zingales è Robert C. McCormack professor of Entrepreneurship and Finance alla University of Chicago Booth School of Business. È anche membro del Committee on Capital Markets Regulation. Si è laureato in economia all’Università Bocconi di Milano, ottenendo poi un Ph.D. in Economia dal Massachusetts Institute of Technology. È editorialista de Il Sole 24 ORE.

E’ uno degli italiani che all’estero ha trovato lavoro e riconoscimenti e che può permettersi di giudicare il suo paese a distanza.  Ascoltarlo serve a capire a quale livello siamo arrivati, anche tagliando il 50% di ciò che dice.  Che l’Italia come ha detto Zingales sia come la BPM, un paese senza la cultura della meritocrazia, in cui contano più le relazioni che la competenza, in cui ‘chi ruba è un furbo e chi è onesto un fesso’ ferisce tutti di qualsiasi colore politico. Vorremmo rifiutarlo in blocco, ma conviene affrontarlo per ricostruire e riguadagnare il nostro posto nella comunità internazionale.

Per chiunque voglia liquidare in fretta il parere di Zingales allego il suo CV

 

 

 

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Pubblicato in: economia

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