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26 ottobre 2011

Viziati dalle deroghe

Ho appena finito di scrivere un articolo molto duro e preoccupato sull’assenza di misure concertate tra governo, banche e imprese (Confindustria, Legacoop e Rete Imprese Italia) per fare fronte alla più che certa restrizione del credito imprese e subito leggo la conferma della mia tesi.  Da fonte Teleborsa ecco le dichiarazioni di ABI e Confindustria:

Le banche italiane, a causa della crisi finanziaria in corso, potrebbero essere costrette a ridurre i finanziamenti alle imprese. E’ l’allarme dato dal direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini e dal suo omologo di Confindustria, Giampaolo Galli, nel corso di un convegno che si è svolto ieri sera a Roma.
Per Sabatini, le nuove regole di patrimonializzazione delle banche, attualmente in discussione, anche in sede Eba, sono una medicina sbagliata per risolvere la crisi dei debiti sovrani; ancora non è entrata in vigore “Basilea 3” che si chiede di ricapitalizzare le banche, mentre in realtà quel che occorre è una soluzione politica, che abbia lungimiranza e definisca una governance adeguata a evitare che una piccola influenza, come il caso Grecia, si trasformi in una epidemia che non risparmierà nessuno.
Secondo il d.g. Abi, bisogna evitare che, a seguito di misure di rafforzamento patrimoniale del sistema creditizio, si sottraggano risorse all’economia reale, determinando una situazione recessiva non più controllabile come quella del 1929.
La “chiusura dei rubinetti” è stata paventata anche dal d.g. di Confindustria, rimarcando come questo rischio possa avere dimensioni ben più gravi di quello occorso post Lehman. Galli ha sottolineato come il quadro industriale stia peggiorando, progressivamente da giugno, con una crescita vicina a zero non solo nel 3° trimestre ma probabilmente anche nel 4°, come testimoniato ormai anche da aziende italiane leader sui mercati internazionali.

Troviamo le soluzioni, non chiediamo deroghe

Quindi si conferma che tutto quanto ABI e Confindustria hanno messo insieme per risolvere un problema ‘locale’ (banche italiane con capitale insufficiente, imprese italiane troppo piccole e indebitate) è la…contestazione delle regole e la probabile richiesta di una deroga alle autorità di vigilanza per un allentamento dei criteri di allocazione del capitale verso le PMI.  Una prosecuzione di una deroga già concessa, che si aggiunge alla deroga concessa all’Italia per la classificazione tra le poste ‘scadute’ dei finanziamenti con ritardi di 180 giorni e non 90 (deroga che scadrà il 31 dicembre di quest’anno).
Smettiamola di piangere miseria e correre dalla maestra per avere il permesso di andare in bagno. Siamo un popolo abituato ai permessi speciali, ad arrivare in classe in ritardo con la giustificazione dei genitori, a parcheggiare in seconda fila, a non approvare le leggi comunitarie per tempo e prendere sanzioni e reprimende.  Questo è il nostro problema.
Se abbiamo un problema di sistema italiano -banche e imprese- sediamoci a un tavolo e troviamo le soluzioni invece di demandarle sempre a qualcun altro, perché le soluzioni si possono trovare.  In molti hanno detto che dal buco in cui ci siamo cacciati dobbiamo tirarci fuori da soli, senza aspettare che sia l’Europa a salvarci. Per realismo e per dignità di popolo.  Questo vale anche per il credito.  ABI e Confindustria si rimbocchino le maniche e trovino delle ricette, invece di lanciare allarmi.  Servono meno convegni e più lavoro al tavolo.
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to “Viziati dalle deroghe”
  1. Buongiorno,
    concordo con il titolo “Troviamo soluzioni, non chiediamo deroghe” anche se il commento evidenzia attori che sono solo in grado di trovare “soluzioni” concrete.
    Il problema Italia è complesso, serve una profonda catena del valore per mettere sul tavolo delle decisioni una proposta decisiva.
    Lavoriamo a nostre spese da più di tre anni -dopo i primi sintomi del 2008- su un progetto la cui traccia è stata posta all’attenzione di alcuni ministri ma il risultato è stato quello già da Lei ben commentato nell’articolo dove, il nostro Super Ministro, colloca come regista la “Svizzera” per andare con la stessa su Giove entro il 2012.
    Grazie per i Suoi utili contributi.
    Responsabile del gruppo di lavoro MdA Consulting per il progetto -Sistema Imprese Italia-.

  2. Buongiorno,
    concordo con il titolo “Troviamo soluzioni, non chiediamo deroghe” anche se il commento evidenzia attori che NON sono in grado di trovare soluzioni concrete.
    Il problema Italia è complesso, serve una profonda catena del valore per mettere sul tavolo delle decisioni una proposta decisiva.
    Lavoriamo a nostre spese da più di tre anni -dopo i primi sintomi del 2008- su un progetto la cui traccia è stata posta all’attenzione di alcuni ministri ma il risultato è stato quello già da Lei ben commentato nell’articolo dove, il nostro Super Ministro, colloca come regista la “Svizzera” per andare con la stessa su Giove entro il 2012.
    Grazie per i Suoi utili contributi.
    Responsabile del gruppo di lavoro MdA Consulting per il progetto -Sistema Imprese Italia-.

  3. Grazie per il Suo commento e ringraziamento. Non c’è dubbio che il problema Italia sia complesso, se ci fermiamo a constatare che le nostre piccole imprese hanno una struttura finanziaria ‘sbagliata’ e che proprio questa struttura danneggia debitore e creditore (banca) quando si tratta di allocare capitale di vigilanza, dimenticando chi ha causato questa leva finanziaria e perché.
    Lo Stato, i Ministeri hanno fatto qualcosa sul fronte del credito (mi riferisco al Fondo di Garanzia più che al Fondo Italiano Investimenti) che tutto sommato ha avuto successo (decine di migliaia di imprese lo hanno utilizzato e lo stanno utilizzando) e per molti aspetti è uguale o migliore di analoghe iniziative estere.
    Non conosco bene il progetto a cui Lei si riferisce (dovrebbe essere quello promosso da Unicredit) e forse sarebbe meglio capirlo meglio da Lei e con Lei. Non ho compreso il riferimento alla Svizzera ad esempio.

    Quando punto il dito sugli attori che non sono in grado di trovare soluzioni concrete mi riferisco a: a) l’estensione del perimetro di garanzia e facilitazione alle imprese non ‘sane’ (concetto vago o restrittivo), ma in situazione di temporanea tensione finanziaria, escludendo solo quelle in situazione oggettivamente irreversibile, (è stato fatto in UK) b) all’accordo tra ABI, Confindustria e MSE sulla moratoria bis che avrebbe potuto essere più coraggioso e ha ancora tutta la possibilità di esserlo. L’assenza di un capitolo ‘Credito‘ e di un sottocapitolo ‘Credito per Ristrutturazione‘ nell’agenda scritta da banche e associazioni imprese (ma anche in altre agende proposte dalla politica o dalla stampa) sta a dimostrare che il problema della ristrutturazione del sistema delle piccole imprese è stato sinora evitato perché troppo difficile e demandato a decine di migliaia di trattative individuali tra debitori e creditori nelle quali -lo posso assicurare- succede di tutto, proprio perché non esiste un protocollo condiviso di comportamento e terapia, come ad esempio venne deciso nella prima moratoria (Avviso Comune). Su quell’impianto logico gli Attori devono trovare formule nuove per evitare da un lato il flusso inarrestabile di fallimenti e dall’altro il danno patrimoniale causato dalle rettifiche sulle sofferenze.Interesse comune.
    Del resto le dichiarazioni di due alti esponenti delle parti interessate conferma che non stanno lavorando ad alcun progetto, ma che stanno evidenziando un problema, lanciando un allarme verso un evento inevitabile, aspettandosi che altri (EBA, ECB…) tolgano le castagne dal fuoco.
    Io credo che si possa fare molto di più, anzi che si stia perdendo tempo perché la crisi è ancora in atto e ogni giorno sta portando nuovi casi sui tavoli delle banche e dei tribunali fallimentari (vedi articolo sulla Sardegna).
    Grazie a Lei
    FB

  4. Buona la seconda del 27 ottobre 2011 at 07:34.
    Il ponte di questo periodo non ha condizionato l’uscita degli articoli, molto bene, lavorare e …… studiare è sempre una condizione che aiuta la collettività.
    Ho visto che questo blog tratta con disinvoltura l’argomento principe “il Credito”, ricordo un vecchio consiglio “Non fare passi più lunghi della gamba” a cui posso solo aggiungere “Meglio brillare di luce propria che di luce riflessa”.
    Perchè argomento complesso: l’aspetto economico ha sicuramente una valenza, ma non è tutto…… comunque comprendo l’interesse che scaturisce dalla buona conoscenza dell’argomento e del sistema.
    Tornando al precedente: progetto Unicredit e Svizzera?
    Mi piacerebbe entrare nel merito Unicredit: partecipando ad alcune manifestazioni non ho raccolto nessun particolare indicatore.
    La Svizzera, questo paese neutrale, che dovrebbe seguire la regia per risolvere i problemi della nostra Italia.
    Mi riferisco alla Banca d’Italia che il nostro Super Ministro è riuscito ad inventare.
    Buona comunque la scelta -peccato- anche questo attore, sicuramente di pregio, non è in grado di portare una scialuppa di salvataggio ad oltre 5.000.000 d’imprese.

    Se vorrà o vorrete smentire la mancanza di indicatori ai due progetti, ben lieto di partecipare.
    Responsabile del gruppo di lavoro MdA Consulting per il progetto -Sistema Imprese Italia-.

  5. 31 ottobre 2011… oggi 11 dicembre 2011 -domenica-
    Ad oggi nessuna smentita, devo considerare l’argomento superato o effettivamente non esistono progetti in aiuto ad un Italia sempre più in ginocchio?
    Responsabile del gruppo di lavoro MdA Consulting per il progetto -Sistema Imprese Italia-

  6. Sinceramente non ho motivo di smentire o confermare alcunché perché come avevo cercato di dirLe il 27 ottobre non ho esattamente compreso a quali progetti fa riferimento.
    Se fosse così gentile da entrare nel merito e darci qualche maggiore dettaglio sarebbe più facile commentare.
    Di progetti per risollevare l’Italia ne servono molti, di progetti che funzionano e che possano trovare la base istituzionale e la convinzione degli attori, per ora se ne vedono pochi.
    FB

  7. Ho letto solo in questo momento la risposta datata 11 dicembre 2011, mi scuso per la mancata continuità. Probabilmente insufficienti gli indicatori forniti, sarà mia premura entrare nel merito, nei prossimi giorni, con una traccia più completa. GPS

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