Postato:

24 ottobre 2011

Dipendenza da debito

Il debito delle imprese è uno dei problemi più seri del nostro sistema economico e industriale, in particolare in una situazione come l’attuale in cui la leva finanziaria preoccupa le banche su tutti i fronti. Per questo non capisco come l’argomento possa passare sotto silenzio nel novero delle discussioni sulle ricette per la crescita. Con troppo debito, tassi e inflazione in rialzo e soprattutto un problema serissimo di capitale nell’intero sistema bancario, le nostre imprese girano con una zavorra pesante e pericolosa, di cui si dovranno sgravare appena possibile.

Anche negli ultimi dati del Bollettino economico della Banca d’Italia (n.66 ottobre 2011) viene evidenziata questa specifica debolezza e il grafico che ho prelevato dal rapporto sta a mostrare che il debito delle imprese continua a salire e a peggiorare, dopo avere raggiunto l’80% del PIL. La componente del debito bancario è addirittura salita dal 40% a quasi il 60% tra il 2003 e il 2011, un periodo nel quale l’economia è stata espansiva e poi recessiva. Il debito è salito comunque e la crescita è tutta nella componente bancaria.

Fonte: Bollettino economico, ottobre 2011

L’altra faccia della stessa medaglia è la distribuzione dei prestiti bancari al comparto delle imprese. Sempre dallo stesso Bollettino si può notare come il rapporto tra imprese medio-grandi e imprese piccole si sia completamente invertito a partire dalla seconda metà del 2010 (più o meno quando Imprese+Finanza ha cominciato a scrivere di disallocazione del credito). La crescita è ora più marcata per i prestiti alle imprese medio-grandi.

elaborazione Linker su dati Banca d'Italia, Bollettino economico n.66

I due aspetti sono collegabili: il debito ha continuato a salire perché produttività, marginalità e autofinanziamento sono progressivamente calati nel periodo 2003-2011 e non c’è stata grande immissione di capitali freschi (nonostante diversi condoni fiscali). Le imprese sono molto indebitate con il sistema bancario, ora persino troppo in base ai parametri di misurazione del rischio previste dai sistemi interni di rating.

In un mondo finanziario spaventato dal rischio la tipica reazione del ‘flight to quality‘ spiega la propensione delle banche a girare il denaro verso aziende più grandi e più solide. Ogni tanto prendono qualche abbaglio su nomi importanti, ma in generale non sbagliano. Piccolo è più rischioso.

Le banche sono state evidentemente causa ed effetto di questo carico di debito sulle imprese. Con davanti un 2012 in cui non ci sono segnali di miglioramento sul piano economico la riduzione del fardello di debiti è un problema strutturale che deve essere affrontato proprio dalle banche. Senza proposte e senza soluzioni l’effetto più probabile è quello di uno strangolamento delle imprese indebitate sia per il maggiore carico di oneri finanziari che per il razionamento del credito alle imprese con maggiore leva. Qualcuno dovrebbe fare un ragionamento serio se vogliamo aiutare questo sistema a sgravarsi del debito evitando che affondi definitivamente. Ecco uno dei motivi per i quali ritengo che il Patto della Crescita delle Imprese sia un documento largamente incompleto e insufficiente.

more

Ti potrebbe interessare anche :


Leave a Reply

Twitter Users
Enter your personal information in the form or sign in with your Twitter account by clicking the button below.