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19 settembre 2011

L’inutile pasticcio dell’ICE

Tenuto conto dei problemi ben più gravi di bilancio del nostro paese, tenuto conto che la sola possibilità di crescita del nostro sistema economico -in attesa delle annunciate e auspicate misure per la crescita- consiste nello sfruttamento spasmodico di ogni canale che possa condurre all’aumento dell’esportazioni, il pasticcio generato dalla riforma incompleta dell’ICE (l’Istituto nazionale per il Commercio Estero) risalta per la sua completa assurdità.

Allo stato attuale le PMI non possono più contare né sul vecchio ICE, né sulla nuova configurazione prevista da provvedimento della legge 111/2011 che ha attribuito i compiti svolti dall’ICE al Ministero degli Affari Esteri e alle sedi diplomatiche e in parte al Ministero dello Sviluppo Economico. Nel breve il risultato è stato duplice: da un lato il blocco totale delle iniziative in corso previste nell’ambito della promozione delle nostre esportazioni in campo fieristico internazionale, dall’altro il blocco di pagamenti già previsti e impegnati per le attività ante-soppressione come denunciato dal Coordinamento Nazionale FLP MISE:

“Dopo la soppressione dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero (Ice), la situazione finanziaria di cio’ che rimane dell’istituto è sempre più critica. Proprio in questi giorni gli uffici ex ICE in Italia e all’estero hanno ricevuto una comunicazione in cui si dice testualmente che ‘a causa della critica situazione di liquidità dell’ex ICE’ occorre limitare la spesa e, soprattutto, che ‘fino all’auspicata soluzione della crisi di liquidità, non sarà possibile soddisfare per intero le esigenze di trasferimento fondi manifestate dagli uffici’”

Le recenti dichiarazioni pubbliche del sottosegretario del MSE per il Commercio Estero Catia Polidori rimandano la decisione sul rimpiazzo del vecchio ICE alla consultazione di un tavolo di regia Governo-Confindustria-ABI pomposamente chiamato ‘Stati Generali‘ ma scadenzato per fine ottobre. Circolano le prime voci di un ripristino dell’ICE…un’altra marcia indietro? Nel frattempo le lamentele dal fronte degli industriali per iniziative lasciate a un vuoto legislativo si stanno accumulando e la domanda di supporto al sistema-Italia si riversa sulle banche come hanno detto gli industriali della meccanica Bonato e Tacchella al Sole 24 Ore alcuni giorni fa parlando del mercato turco:

«Ci muoviamo da soli – sottolinea Alfeo Bonato – mentre le imprese austriache o tedesche arrivano sempre accompagnate dai funzionari delle banche, che forniscono garanzie e facilitano gli accordi». Un dato che condivide Alberto Tacchella: «Siamo lasciati soli, non esiste un sistema Paese efficiente ed efficace che ci supporti. Per questo dico che le nostre aziende sono molto più brave di quelle straniere, riuscendo a competere nonostante un simile handicap».

Chiedersi se fosse proprio necessario smantellare un’organizzazione di supporto alle imprese, che pure era sicuramente migliorabile, per rimpiazzarla con il nulla è a questo punto superfluo. Fare presto, fare bene è l’imperativo anche in questo caso specifico.

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  1. AGGIORNAMENTO
    da il Sole 24 Ore del 8/10

    http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-10-08/allarme-imprese-dopoice-081426.shtml?uuid=Aa98L3AE

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