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4 agosto 2011

Tango italiano

Adesso vediamo cosa succede. I mercati non decidono i governi, come ha enunciato orgogliosamente ieri Angelino Alfano, ma intanto i mercati giudicano anche le mezze parole dei governi e soprattutto le intenzioni. L’intervento del presidente del consiglio di ieri pomeriggio e il dibattito sulla crisi che ne è scaturito conferma in pieno il distacco di tutte le forze politiche dalle logiche economiche e finanziarie e in buona parte dai problemi della gente comune in cui sale progressivamente il fastidio per i costi di una politica inefficace. E’ stata un’altra sessione di guerra politica, incentrata sulla figura del premier, con la crisi finita sul fondale.

Tra ‘passi avanti’ e ‘passi indietro’ evocati ripetutamente ieri da vari leader politici l’Italia sta per ballare un tango molto pericoloso proprio con i mercati e le agenzie di rating che devono valutare la capacità di tradurre l’impegno rinnovato (un po’ blandamente a mio giudizio) di combattere la crisi e raggiungere livelli di maggiore crescita. Il dibattito di ieri pomeriggio non ha impressionato favorevolmente nessuno.

Le banche sono nei guai perché le imprese sono nei guai

Limitatamente all’ambito della finanza per le imprese c’è solo da segnalare un passo dell’intervento del leader PD Pierluigi Bersani, nel quale ha tracciato sinteticamente i problemi della finanza italiana e delle banche, in linea con l’analisi che porto avanti su Imprese+Finanza: “le banche sono nei guai, perché le imprese sono nei guai…-ha detto Bersani- non c’è liquidità, i pagamenti non girano…”.  Analisi più che corretta, la terapia però dipende sempre dai passi avanti e dai passi indietro e in questo Bersani e il PD hanno perso un’altra occasione per fare capire (e non solo intuire) di avere idee chiare e costruttive sui temi della finanza per la crescita delle imprese.

Oggi cominciano gli incontri tra le parti sociali. Ci saranno tutte le sigle di rappresentanza. Vediamo cosa esce da ABI, Confindustria e Rete Imprese Italia sul fronte del credito alle imprese. Prepariamoci a ballare un tango tutto italiano, sperando che non diventi mai argentino.

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Pubblicato in: economia

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