Oramai chi legge questo blog sa che l’anatra zoppa è la Borsa Italiana, che oltre a perdere colpi e quotazioni annunciate ora ha deciso anche di farci divertire.
Ieri è stato firmato un importantissimo accordo tra Borsa Italiana, appunto, e ABI a cui è stato dato il grottesco titolo di “IPO BANK FACILITY” perché si vede che le parole italiane erano finite. Di che si tratta? Leggiamo quanto pubblicato dal Giornale.it:
Abi e Borsa Italiana hanno siglato un’intesa – «Ipo bank facility» – per linee di credito dedicate alle Pmi che intendano quotarsi in borsa. Al progetto, che mette a disposizione 1 miliardo di euro per il prossimo triennio, hanno già aderito i principali gruppi bancari italiani. Grazie all’accordo – recita una nota – le società «che si quoteranno in Borsa avranno la possibilità di accedere in via privilegiata a linee di credito specifiche determinate sulla base di un multiplo fino a due volte il capitale raccolto sotto forma di offerta pubblica di sottoscrizione».
Secondo gli addetti ai lavori, già entro la fine dell’anno potrebbe debuttare qualche nuova matricola sul listino milanese.
Si sta sfiorando il ridicolo a questo punto per spingere le medie imprese verso la quotazione. In pratica l’accordo prevede che una società che decida di quotarsi in Borsa e raccogliere 50 milioni di capitale fresco di rischio, avrà diritto ‘privilegiato’ a uscire da Palazzo Mezzanotte (sede della Borsa Italiana per chi lo ha scordato) entrare in una o più delle banche che aderiscono all’accordo (CariParma-Credit Agricole, Bper, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena e Centrobanca ma non è da escludere che se ne aggiungano delle altre. ..) e farsi prestare altri 100 milioni.
Vorrei capire se esiste qualcuno che ha una minima infarinatura di finanza aziendale che possa pensare a questa IPO Bank Facility come una cosa seria. Se una società ha i numeri, le prospettive e la trasparenza per andare a quotarsi in Borsa, secondo voi ha bisogno di avere una raccomandazione per trovare debito bancario in rapporto 1:2 ? Fatta la quotazione e messi 50 milioni in cassa e nel patrimonio avrà solo da dirigere la coda delle banche che vengono a offrire credito, dovrà distribuire i numerini fuori dalla porta!
Basta leggere il comunicato rilasciato dall’ABI per capire che l’annunciata grande novità è solo una trovata pubblicitaria:
sarà un finanziamento di scopo a medio-lungo termine destinato a un investimento materiale o finanziario, ad esempio un’acquisizione, e non sostitutivo di un debito preesistente. L’ammontare del finanziamento verrà determinato applicando un multiplo (da uno a due) della quota di capitale raccolta dall’impresa sotto forma di offerta pubblica di sottoscrizione in sede di Ipo;
- l’ammontare complessivo del finanziamento dovrà tener conto di un’equilibrata struttura finanziaria post-Ipo dell’impresa, in un’ottica di coerenza tra l’ammontare degli investimenti previsti e la relativa copertura;
- le banche aderenti, entro 30 giorni dall’adesione all’accordo, renderanno operativo un percorso di “fast track” per l’istruttoria del finanziamento, consentendo l’utilizzo di parte delle informazioni già fornite dalle imprese a Borsa italiana in fase di ammissione alle negoziazioni.
Allora…sarà un percorso “fast track” (cioè meno dei canonici 4 mesi per avere una risposta) e comunque l’impresa quotata deve essere equilibrata post-IPO… in un’ottica di coerenza tra investimenti e copertura. E’ il trionfo del nulla. Per chi si vuole quotare non è certo l’elemento decisivo, per le banche una smaccata rincorsa a fare impieghi su imprese ben capitalizzate, visto che quelle sottocapitalizzate stanno in fase di abbandono.
Quel miliardo serve ad altre imprese, che vanno rilanciate ma in Borsa non ci possono andare. Per quelle che sono molte ma molte di più è più difficile avere agevolazioni e non esiste fast-track, ma slow-track D’altronde è lì che occorre competenza industriale e nervi saldi, signori dell’ABI.
Considerando la triste giornata che vede annunciati downgrading delle nostre banche, sospensioni dei titoli a raffica in Borsa, almeno l’anatra zoppa ci aiuta a sorridere.








