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22 giugno 2011

Confidi: avanti in ordine sparso

E’ difficile avere un quadro preciso del vasto mondo dei Confidi: non esiste una vera e propria associazione di categoria che rappresenti tutti i Confidi, non esistono statistiche attendibili ma solo qualche lancio di agenzie e articoli vari.  Però quando si parla di credito alle imprese i Confidi non sono un attore secondario ed è per questo motivo che ogni tanto apro una finestra su questo settore che si può definire para-bancario a tutti gli effetti.   Vi propongo solo una raccolta di notizie recenti, che descrivono complessivamente la vivacità e l’impegno di questa tipologia di intermediari, la loro necessaria simbiosi con le banche e il supporto alle richieste provenienti dal mondo delle PMI.

  • a metà aprile Unicredit ha firmato la prima convenzione con Confidi Province Lombarde, dopo la ‘promozione’ di quest’ultimo a intermediario finanziario 107.  Ricordo che Confidi Province Lombarde si rivolge alle imprese della provincia di Milano, Monza, Legnano e…Caserta. Forse dovrebbe cambiare denominazione vista la presenza anche di Confidi Lombardia, con cui è in aperta concorrenza, ma comunque ha 6.000 associati. Le condizioni dell’accordo con Unicredit non sono state precisate nel comunicato stampa rilasciato alla firma della convenzione. Non chiedetemi perché.
  • Artfidi, il consorzio fidi degli artigiani che ha ottenuto già nel 2009 la qualifica di intermediario 107, primo in Lombardia, ha firmato un accordo con la Federazione Lombarda delle BCC per facilitare l’accesso al credito delle imprese artigiane.
  • altro accordo in Lombardia tra BNL-BNP Paribas e Confidi Lombardia: Foletti (BNL) e Seragni (Confidi Lombardia) hanno firmato un plafond di 100 milioni per lo sviluppo delle PMI in Italia e all’estero con tassi e convenzioni specifici e la possibilità di utilizzare il Fondo di Garanzia del Ministero. Il plafond offre un menu ampio che comprende sia il consolidamento di passività a breve, che la patrimonializzazione.
  • Sul fronte API, l’APIFIDI VENETO ha approvato il suo bilancio 2010 con una crescita dei soci (1700) delle garanzie rilasciate (88 milioni nel 2010) e dei finanziamenti garantiti (180 milioni).
  • Ancora in Veneto si segnala la partenza operativa di Sviluppo Artigiano dopo la fusione con Fidimpresa Lombardia che insieme hanno fornito garanzie per oltre 300 milioni nel 2010 (+16%) a 35.000 associati e segnala -dato interessante- un tasso di sofferenze del 2,5% inferiore al dato medio del sistema bancario.  L’AD Borin ha lamentato il ritardo nell’arrivo dei fondi della Regione Veneto
  • Accordo a Padova tra Banca Antonveneta (gruppo MPS), Confindustria Padova e i confidi locali. Plafond di 50 milioni dedicato a finanziamenti per il working capital (scorte, dilazioni a clienti, pagamento fornitori). Nell’offerta previsti anche finanziamenti per l’internazionalizzazione e la capitalizzazione, i due tormentoni delle banche.
  • Bilancio anche per Unifidi Emilia-Romagna che conta 12.000 imprese garantite e una massa di oltre 1 miliardo di finanziamenti garantiti nel 2010 (+12%)
  • sempre in Emilia a Modena Unifidi e Fidindustria Emilia Romagna hanno firmato un accordo con BPER, Banca Popolare di Verona-San Gimignano e Unicredit per un plafond di 15 milioni destinato a finanziare i crediti verso il Comune di Modena bloccati (come tanti altri) dal Patto di Stabilità.
  • COFIDI PUGLIA (appartiene al mondo CNA) ha raggiunto nel 2010 il volume minimo di garanzie per passare allo status di 107 che gli è appena stato concesso. In Puglia il Co.Fidi opera attraverso le 6 filiali regionali, le 30 strutture Cna Bari, i 111 operatori del credito convenzionati e 5 strutture Cna Puglia. “Grazie all’importante obiettivo raggiunto crescono le responsabilità del Co.Fidi  e della Cna – ha sottolineato il segretario Cna Puglia, Pasquale Ribezzo – in un Paese in caduta libera le piccole e medie imprese sostengono da sole l’impatto con la crisi. Cresce la responsabilita’ e la tipologia di impresa da assistere, per questo molto andra’ fatto per arrivare alla semplificazione degli interventi da parte della Regione”
  • Nelle Marche SRGM, abbrevazione per Società Regionale di Garanzia delle Marche un superconfidi vigilato 107, partecipato dalla Regione Marche e da alcune banche ha aperto la nuova sede di Ancona.
  • il Direttore Generale di Banco Napoli, Giuseppe Castagna, ha firmato un accordo con GAFI SUD per le PMI campane. GAFI SUD ha un portafoglio di garanzie in essere di 80 milioni di euro ed è l’unico Confidi del Mezzogiorno adessere autorizzato a certificare i finanziamenti controgarantiti dal Fondo centrale di garanzia.
Si tratta di buone iniziative, ma chiaramente in ordine sparso prive di alcuna regia in un momento delicato per l’economia, le imprese e i Confidi stessi. Se il patrimonio delle banche è sotto pressione a causa dei crediti deteriorati, potete immaginare quanto lo sia quello dei Confidi che per definizione lavorano solo su un portafoglio imprese di medio-bassa qualità.  Iniziative che da un lato segnalano una certa dose di apertura al mercato e persino competitività fra gli stessi Confidi, ma che dall’altro denunciano l’assenza di un programma condiviso per ottenere maggiore efficacia nel rapporto triangolare con banche e imprese.
Non esiste una vera e propria ABI dei Confidi, la loro dipendenza dalle rispettive associazioni datoriali (Confindustria, Confartigianato…) e dai fondi regionali incentiva rapporti locali di respiro corto. Il settore dei Confidi è un anello importante ma fragile della rete di supporto all’economia delle piccole imprese. Ha bisogno di programmi, investimenti qualitativi, interscambio informativo per crescere e rafforzarsi.  Nascondere le briciole sotto il tappeto non è mai servito a tenere in ordine la casa.
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