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13 giugno 2011

Ancora tanti dubbi a Vicenza

PROFILI DI CREDITO N.7

E’ il turno della Banca Popolare di Vicenza che esaminiamo dopo altre sei banche su Imprese+Finanza per dare uno sguardo ravvicinato al portafoglio crediti. Il bilancio consolidato ricomprende la Banca Popolare di Vicenza con 525 sportelli, (di cui 107 provenienti dalla CR Prato) e Banca Nuova con 107 per un totale di quasi 28 miliardi di crediti alla clientela, una dimensione leggermente superiore a quella di Veneto Banca, CREDEM, CARIGE, decisamente inferiore alle 2 big e al secondo gruppo (MPS, UBI, Banco Popolare, BNL).

La banca ha frequentemente valorizzato nelle interviste un’immagine di solidità e di liquidità, che nel 2010 è stata utilizzata per fare crescere gli impieghi alla clientela del 14% quando altri istituti giravano con il freno a mano tirato.  Purtroppo con la crescita dei crediti in bonis sono cresciuti molto anche i crediti deteriorati lordi che alla fine del 2010 hanno raggiunto la cifra non indifferente di euro 2,6 miliardi pari al 9% dei crediti alla clientela, un valore piuttosto elevato e inferiore, tra le maggiori banche, a quelli mostrati da Banco Popolare e Gruppo BPER. La tabella 1 mostra la ripartizione dei crediti deteriorati lordi nelle varie categorie:

Tabella 1 - fonte: Bilancio consolidato Banca Popolare Vicenza, 2010

La crescita del portafoglio crediti dubbi nel 2010 è stata notevole (+26%) e l’unica categoria in cui si nota una maggiore capacità di controllo è quella dei crediti scaduti. Anche per Banca Popolare di Vicenza il tasso di crescita delle operazioni ristrutturate sta a indicare uno sforzo per arginare lo slittamento dei crediti verso la categoria peggiore. Nel bilancio, tra gli interventi formativi viene citato anche quello relativo alla ristrutturazione delle imprese:

l’intervento in materia di crisi aziendali erogato ai Gestori Corporate per accrescere la capacità di individuare ed anticipare i sintomi e soprattutto valutare gli strumenti economici e giuridici per il risanamento con riferimento al diritto fallimentare;

I finanziamenti alle imprese corporate e alle piccole imprese (fino a euro 2,5 mil.di fatturato) sono il 66% dei crediti alla clientela, come visibile nella torta tratta dal bilancio stesso:

Fonte: Bilancio consolidato Banca Popolare di Vicenza, 2010

A fronte del portafoglio di crediti deteriorati il gruppo bancario ha accantonato nel 2010 euro 141 milioni, che rappresentano circa 1/3 dei margini lordi derivanti dall’intermediazione (margine di interesse), uno dei valori percentualmente più elevati del sistema nel 2010, solo Unicredit e Banco Popolare mostrano valori peggiori.

Per quanto concerne i crediti in bonis, il bilancio fornisce la tabella con la suddivisione in classi di rating per 19 miliardi dei 28 totali.

Fonte: elaborazione su dati Bilancio consolidato Banca Popolare di Vicenza, 2010

Undici classi di rating, tutte in bonis. La distribuzione ha una curva simile a quella che statisticamente si definisce ‘normale’, ma da una prospettiva bancaria contiene una percentuale elevata di impieghi nelle 5 classi peggiori (pari al 41%) a cui forse occorre aggiungere qualcosa della classe 6 per arrivare a capire quanta clientela sia ritenuta tranquilla da un punto di vista creditizio.

Tutte le tre osservazioni sul profilo di credito combaciano. Banca Popolare di Vicenza è un po’ appesantita dai crediti deteriorati, i quali ora richiedono accantonamenti in bilancio e terapia intensiva da parte degli uffici del credito problematico. La crescita del 2010 è un campanello d’allarme e quindi c’è da immaginare che i controlli siano stati intensificati nel 2011.  La banca nelle uscite pubbliche del presidente Zonin dichiara ancora una propensione alla crescita, ma quasi certamente eserciterà un maggiore pressione sulla rete commerciale per favorire gli impieghi solo verso imprese a basso rischio e ribilanciare il portafoglio crediti.

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  1. Concordo con quanto commentato e sono preoccupato. Sono oltre 2 anni che aumenta sempre più il desiderio di vendere queste azioni ma, per pigrizia oppure per “affetto” (le ho dal 1984), non decido mai di farlo. Se analizziamo bene i loro utili, in questo ventennio risultano strettamente collegati alla rendita dei titoli di stato, con un piccolo bonus di 0.5 max 1 punto in più. E’ proprio una costante, perciò nutro forti dubbi anche dei loro bilanci. Il mio sospetto scaturisce dal fatto che se analizziamo l’andamento generale economico dell’ultimo ventennio, rileviamo periodi estremamente floridi, altre annate sono state invece negative. Generalmente i bilanci di quasi tutte le aziende rispecchiano questa situazione. E’ in questo decennio che le imprese conseguono utili record, come pure nell’ultimo biennio si sono viste anche perdite di bilancio. Nulla di più normale!
    Proviamo ad analizzare invece i bilanci di Pop.Vi, rileviamo sempre utili appiattiti sull’andamento dei BOT – CCT con la piccola variante di 0,5 – 1% in più, ricorrendo pure a mitiche plusvalenze che di volta in volta hanno salvato il loro bilancio. Mi chiedo come sia possibile che Pop.Vi non abbia goduto o subito delle varie congiunture di mercato che si sono strada facendo manifestate e che hanno indistintamente influenzato tutte le imprese?? A fronte di picchi economici estremamente marcati (sia positivi che negativi) la banca ha sempre realizzato utili seguendo un trend tutto suo.
    Magari le mie considerazioni saranno sbagliate, ma da profano gradirei ricevere lumi al riguardo.

    Distinti saluti

    • Non sono andato indietro di 20 anni nei bilanci della Banca Popolare di Vicenza, limitandomi agli ultimi 3 esercizi. Con tutta la cautela che va utilizzata nel prendere per buono qualsiasi bilancio bancario -troppo facile da plasmare- si può confrontare la composizione dei ricavi e dell’utile della banca negli ultimi 3 esercizi.
      I ricavi complessivi sono stati piuttosto stabili passando da 952 milioni (2008) a 929 milioni (2010).
      La composizione dei ricavi si è modificata notevolmente però: il margine d’interesse è sceso da 652 milioni pari al 68% dei ricavi totali a 511 milioni (55%). Questo notevole calo, imputato al calo e alla stabilità dei tassi (le banche guadagnano se i tassi si muovono in ogni direzione), è stato compensato dall’incremento delle commissioni sulla clientela che passano da 271 a 348 milioni. Il contributo dell’attività finanziaria pura, a cui Lei sembra riferirsi è modesto, tra il 2,9% e l’8,9% del totale.
      Il punto è che questa bella crescita delle commissioni è attribuita, negli stessi commenti inseriti in bilancio, all’introduzione delle commissioni sulla disponibilità di fido, le commissioni che hanno sostituito il famigerato ‘massimo scoperto’, che doveva scomparire per legge. Uno degli episodi più clamorosi di cecità di Confindustria che non si è premurata di negoziare con ABI ed evitare che le ‘nuove’ commissioni fossero di molto superiori alle ‘vecchie’. Ecco una prova dell’astuzia dell’ABI. La Popolare Vicenza lo dichiara apertamente.
      Per quanto riguarda le plusvalenze iscritte in bilancio sembrano essere poco rilevanti, ma alcune sono nascoste nella valutazione dei portafogli. Non mi sentirei di dire che la Popolare di Vicenza faccia il bilancio con le plusvalenze. Il suo bilancio, come quello di quasi tutte le banche è stato eroso dalle perdite su crediti e dalle rettifiche, ma il risultato finale tutto sommato ha tenuto con qualche pressione sui costi alla clientela.
      Spero di averLe fornito qualche lume in più.

  2. Sono un cliente Banca Nuova e sul conto corrente dispongo sempre di circa 50/60000 euro per esigenze di cassa. Posso stare tranquillo? Grazie e complimenti per il blog

    • Può stare tranquillo per 2 motivi:
      il primo è che i depositi della clientela sono garantiti fino a euro 100.000 dal Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi di cui può leggere qualcosa di preciso al link http://www.fitd.it/garanzia_depositanti/garanzia_dep.htm

      il secondo è che Banca Nuova che fa parte del gruppo Banca Popolare di Vicenza è al momento un istituto di credito molto solido e con un buon patrimonio. L’articolo descrive semplicemente la dimensione dei crediti dubbi della banca, che sono comunque coperti in buona parte da accantonamenti e patrimonio. Non contiene alcun giudizio, neppure implicito, sulla rischiosità della banca nei termini in cui viene da Lei intesa.
      Grazie per i complimenti !

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