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27 maggio 2011

L’onda lunga della crisi

I dati appena pubblicati dell’Osservatorio Trimestrale sulla crisi d’impresa pubblicato da Cerved Group confermano che la crisi sta ancora intaccando il nostro sistema economico, ma perlomeno il tasso di crescita sta gradualmente rallentando. Come dire: la cattiva notizia è che i fallimenti stanno ancora aumentando (+6% rispetto al 1° trimestre 2010), la buona notizia è che il tasso di crescita è sceso dal 25% al 6%.

Tassi di crescita fallimenti, fonte:CERVED Group

Le domande di concordato preventivo, che si erano nuovamente innalzate nell’ultimo trimestre del 2010 sono calate a 249 nel 1° trimestre 2011, ma rimangono storicamente elevate.

Numero domande concordato- fonte: Cerved Group

Se vogliamo un termine di paragone europeo possiamo esaminare i dati pubblicati da The Insolvency Service in UK. 4.121 fallimenti nel primo trimestre contro i circa 3.000 in Italia, un tasso di crescita del 3,7% sul trimestre precedente , contro il calo dello 0,9% mentre su base annua i valori sono rispettivamente +2,1% in UK e come detto +6% in Italia.

La vera differenza tra Italia e Europa è indicata in coda al rapporto Cerved: in Italia la crisi ha colpito più che altrove in Europa le imprese manifatturiere, come mostra il grafico sottostante, la percentuale di fallimenti nell’industria manifatturiera italiana è molto più alta rispetto alla media europea, dove invece commercio e servizi hanno sofferto di più.

Confronto Italia Europa- Fonte: Cerved

Il motivo di questa differenza temo che, ancora una volta, risieda nella piccola dimensione delle nostre imprese manifatturiere. Più piccole, più fragili, più indebitate, quando la crisi arriva ed è così prolungata (questo penso sia il fattore discriminante, la durata della crisi che non consente di utilizzare la flessibilità tipica della piccola impresa) le nostre imprese soffrono molto di più di quelle europee.

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