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24 maggio 2011

Il pungolo alle banche inglesi

Ana Botin, CEO Santander

Qualche mese fa vi avevo illustrato brevemente le misure prese dal governo di Cameron per riattivare la circolazione dei prestiti alle piccole imprese, un progetto denominato “Merlin Project” sottoscritto dalla BBA (l’ABI inglese) e specificatamente dalle 5 principali banche che prevede regole molto ‘stimolanti’ (vedi “Banche e PMI: ricetta Merlino in UK”. Le banche (Barclays, Bank of Scotland, Lloyds, HSBC e Santander) hanno concordato con il governo obiettivi di volumi di finanziamenti alle imprese per 190 miliardi di sterline, di cui 76 alle PMI inglesi.
Dopo 3 mesi di funzionamento dell’accordo il premier David Cameron ha già frustato pubblicamente le 5 banche perché i volumi di finanziamenti alle PMI sono risultati sotto il target (16,8 miliardi invece di 19). Un po’ come in Italia le banche si sono difese dalle accuse ricordando che il target complessivo di impieghi è quasi in linea (47,3 miliardi contro 47,5) e che c’è poco che possano fare con le PMI se la domanda di prestiti non arriva…

Delle 5 banche solo Santander può sostenere di avere rispettato l’accordo con 2 miliardi erogati nel 1° trimestre di cui 1,1 alle PMI.
Dall’altra parte della barricata la Confindustria inglese (EEF) si dichiara scettica sull’efficacia di provvedimenti imposti dall’alto, ma dichiara che “devono accelerare i progressi sul fronte della competizione tra banche, su una maggiore trasparenza nelle decisioni di finanziamento e su una maggiore comprensione da parte delle banche dei bisogni della clientela”. Tutto il mondo è paese! Il direttore generale delle Camere di Commercio (BCC) ha rincarato la dose affermando che le banche devono ripensare al modo con cui comunicano con le imprese per stimolare la domanda di credito. “La crisi di fiducia tra banche e imprese deve essere affrontata, ma gli obiettivi di volumi sono solo una parte della soluzione“.

Il punto differente tra Italia e UK è che il primo ministro, le cui agende sembrano alquanto diverse, nel dichiararsi deluso e irritato dal risultato del primo trimestre ha immediatamente sventolato davanti alle banche inglesi la minaccia di maggiori prelievi fiscali qualora entro fine anno non fossero in linea con gli obiettivi. E per questo trimestre ha evitato di ricordare alle banche che anche i bonus del top management sono legati al filo di Merlino.

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