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23 maggio 2011

Piccole imprese e grandi crisi

E’ una novità interessante quella introdotta nel decreto 69 del 23.3.2011 per lo sviluppo dal ministro Romani che riguarda le imprese con fatturato fino a 10 milioni di euro che vantano crediti verso le grandi imprese che versano in terapia intensiva pre-fallimentare, cioè in amministrazione straordinaria.  Le imprese il cui fatturato è rappresentato almeno dal 50% dalla fornitura a un’impresa in amministrazione straordinaria potranno richiedere tramite il Mediocredito Centrale la garanzia del Fondo di Garanzia per un importo sino all’80% e presentarla in banca per ottenere un finanziamento bancario e fare fronte alla crisi di liquidità dovuta al mancato pagamento.

I paletti sono un po’ tanti (massimo 50 occupati, massimo 10 milioni di fatturato, minimo fatturato verso l’impresa in crisi 50%) ma si sa che i fondi del Ministero non sono più tanti e questa misura speciale rientra nel plafond complessivo del Fondo con un’allocazione di soli 20 milioni di euro. Meglio che niente, è un riconoscimento ufficiale del danno che le grandi imprese in crisi portano alle filiere dei loro stessi fornitori.  E’ facile raccontare ad un piccolo imprenditore che deve diversificare anche i propri clienti per evitare problemi nel caso il suo grande cliente finisca a ruote per aria. Di fronte a commesse importanti e magari continuate negli anni è molto difficile resistere e dire ‘no, grazie, questa commessa no perché devo diversificare il mio portafoglio clienti!‘.

Le domande di ammissione al Fondo di Garanzia possono scattare dal 27 maggio. Secondo quanto pubblicato dal Sole 24 Ore il provvedimento potrebbe toccare 15.000 piccole imprese che vantano crediti per 700 milioni nei confronti delle aziende in amministrazione straordinaria. Ho paura che ci sarà ressa allo sportello se i milioni della garanzia sono solo 20.

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