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17 maggio 2011

IKEA e il paese dei balocchi


Mi ha colpito oggi leggere sui giornali il finale grottesco del progetto della multinazionale svedese IKEA che ha cancellato con un tratto di penna un investimento da 70 milioni di euro a Vecchiano in provincia di Pisa. Sei anni di attesa e di tira e molla con l’Amministrazione Comunale, decine di richieste di variazioni di cui l’ultima addirittura di spostare il sito in altra zona. IKEA si è stancata è ha fatto sapere che <l’investimento su Vecchiano non è più competitivo in relazione ad altre potenziali localizzazioni>.

Questa è l’immagine dell’Italia che resta al palo, anche verso gli altri paesi della vecchia Europa, dell’Italia incapace di attrarre investimenti e creare occupazione per i suoi giovani. Leggere che il presidente della Regione Toscana abbia espresso preoccupazione e sollevato il telefono per chiamare l’AD di Ikea Italia sperando di recuperare il latte versato fa solo un’immensa rabbia e tristezza.  Dove sono i fiumi di parole versati sulla difesa dell’italianità delle nostre imprese per Parmalat, ora già sbiaditi dopo la presentazione da parte di Lactalis dei piani di crescita apprezzati dalle organizzazioni sindacali ?  Cosa stiamo cercando di difendere? Interessi di pochi in un paese che non cresce più e non offre posti di lavoro?
Che forma di autolesionismo hanno i nostri amministratori locali se non sanno collaborare con una multinazionale la cui immagine nel mondo è solo positiva -anche pensando ai risparmi che ha procurato alle famiglie con i suoi prodotti- e la cui disponibilità ad investire 70.000.000 di euro è stata mantenuta per 6 anni?  Se volete leggere qualcosa di più su questa paginetta nera trovate una buona descrizione su Repubblica.it-Firenze
Le Amministrazioni che sono state mandate dietro la lavagna in questa prima tornata di elezioni si pongano domande più serie. Quella di Vecchiano, che sicuramente risponde alla logica perdente del NIMBY (acronimo di Not In My Back Yard, dovunque… ma non nel mio giardino!) ha qualcosa di cui discutere oggi. Magari qualcuno è anche contento della decisione IKEA.

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Pubblicato in: economia

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