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10 maggio 2011

Perché le Reti crescono

La crescita continua ed esponenziale delle nuove Reti d’imprese è forse il solo vero fenomeno nuovo e positivo degli ultimi mesi in un contesto economico che rimane lento e afflitto da vecchi problemi. Ho già avuto occasione di dire che lo sviluppo delle Reti va seguito e accompagnato con attenzione perché rappresenta uno dei pochi percorsi virtuosi di uscita dalla crisi economica del nostro sistema imprese.

Quali sono i motivi che mi spingono a pensare che le Reti non siano una moda, oppure un fenomeno passeggero, drogato da qualche agevolazione fiscale? Essenzialmente due:

  1. le piccole imprese di stampo artigianale, ma ritengo anche altre imprese meno piccole, hanno capito negli ultimi due anni che la loro dimensione è un problema serio. In molti stanno abbandonando per motivi di forza maggiore l’illusione di potere sopravvivere e fare profitti nelle nuove regole economiche con una micro-taglia, flessibile finché si vuole ma palesemente insufficiente a fare alcune cose importanti e necessarie in azienda. Sono sempre più numerosi gli imprenditori che stanno prendendo coscienza dei propri limiti strutturali: anche se da soli si decide meglio, solo aggregandosi si conquista una prospettiva per vendere di più o per ridurre i costi più rapidamente. E’ una svolta epocale anche se non ancora compresa in pieno dalla stampa. La Rete è la soluzione giusta al momento giusto.
  2. l’effetto emulazione è sempre stato molto forte nei circoli delle piccole imprese, dei distretti o delle associazioni. Il manipolo di pionieri che sta lanciando le prime reti, o che sta riadattando reti già fatte alla nuova contrattualistica, è destinato a trascinare altri imprenditori secondo una logica vecchia ma efficace nel mondo dei piccoli imprenditori: ‘se l’ha fatto lui, deve essere una cosa valida!’

Pressione competitiva, consapevolezza delle poche alternative disponibili e imitazione sono sufficienti a fare decollare l’unico vero meccanismo di aggregazione tra piccoli e medi imprenditori. Le Reti si moltiplicheranno; non tutte sono destinate a successo perché il loro funzionamento è complesso se non viene sostenuto da capacità di gestione e visione del progetto nel medio periodo e da decisioni coraggiose anche sul fronte degli investimenti. Non importa, ne sorgeranno altre che impareranno dagli errori della prima ondata. Il capitalismo individuale e familiare sta imboccando una strada di mutazione genetica, innescata dai cambiamenti climatici che sono in prima battuta la debolezza del mercato interno e l’irreversibile deleveraging, che detto all’italiana significa che è impossibile crescere aggiungendo altro debito bancario al già elevato livello attuale.

Non ci sono statistiche che guidano questa mia riflessione, ma piuttosto sensazioni e l’ascolto di come gli imprenditori siano sempre più consapevoli di dovere modificare alcuni principi che sono sempre sembrati intoccabili. Più delle mie sensazioni contano le parole degli imprenditori che sono l’avanguardia delle nuove Reti. Provate a leggerne uno, Fabio Giovannini che spiega il suo percorso su Reti di Imprese.it e non a caso titola il suo intervento ‘Il nemico è dentro di noi’ e poi tirate le vostre conclusioni. Buona lettura.

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Pubblicato in: Reti di Imprese

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