Postato:

18 aprile 2011

Elogio dei mediocrediti

In un mio intervento precedente (“Mediocredito: l’ultimo immortale“) avevo spezzato una lancia sul ruolo, anche culturale, dei vecchi istituti di credito speciale o Mediocrediti nel contesto di un sistema di erogazione del credito troppo impaurito dalle perdite subite e poco preparato ad esaminare con competenza i piani industriali delle aziende.

Puntualmente ho registrato con piacere un supporto alle mie tesi nelle dichiarazioni di Marco Vitale (oggi presidente del Fondo Italiano Investimenti, decano del private equity e profondo conoscitore della finanza d’azienda. Durante il convegno del Sole 24 Ore -2° Forum Banca & Impresa Vitale ha speso più di una parola sul ruolo dei mediocrediti, arrivando a dire che “la distruzione dei mediocrediti è stata criminale” per la perdita di competenze nell’analisi dei piani industriali e rimpiangendo addirittura la vecchia IMI (ante fusione con il SanPaolo).   Penso che Vitale stia semplicemente registrando un dato di fatto segnalato da molti altri episodi: le competenze di analisi e gestione del credito bancario si sono indebolite e vanno ricostruite. I mediocrediti sono tra i pochi che le hanno sempre conservate ed esercitate nelle loro operazioni industriali.

A fare da contraltare alle dichiarazioni di Vitale, il breve intervento del responsabile corporate finance di GE-Interbanca, nella tavola rotonda successiva. Le poche cose dette da Ippolito in una sessione intitolata “Il ruolo della banca sul territorio: non solo un presidio” hanno dato la prova di come Interbanca si sia allontanata da quella cultura storica di lending-industriale per rinchiudersi in una nicchia di mercato fatta di operazioni straordinarie, poche, ricche, votate alla piccola pattuglia di imprenditori interessati a fusioni o alla quotazione in Borsa (Amplifon, Euticals…). Non a caso i risultati appena pubblicati da Interbanca (vedi articolo del Sole 25/3) il cui attivo è crollato da 8,4 miliardi (2008) a 4,9 miliardi (2010) e le erogazioni di nuovi finanziamenti sono state centellinate al punto di essere inferiori del 75% rispetto allo stesso obiettivo del 2010.  La storia travagliata di Interbanca, ceduta ripetutamente e costretta a fare pulizia di bilancio su operazioni che si sono rivelate avventurose, è sicuramente un caso particolare e difficile. Convincere il management americano in questo momento storico a riprendere un ruolo primario sul mercato dei finanziamenti alle PMI è una ‘mission impossible’ anche per un amministratore esperto e competente come Paolo Braghieri.  Oltre al rimpianto IMI da parte di Vitale, aggiungo quello della vecchia Interbanca.

more

Ti potrebbe interessare anche :


Leave a Reply

Twitter Users
Enter your personal information in the form or sign in with your Twitter account by clicking the button below.