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13 aprile 2011

Parma, la città avvelenata

Parma sembra essere l’epicentro di una serie di terremoti finanziari. Non bastava la Parmalat distrutta da Tanzi, risanata da Bondi, ora contesa a colpi di decreti legge tra i francesi di Lactalis e la Cordata Made-in-Italy. A ruota segue il romanzo della Banca Monte Parma, conquistata in extremis da Intesa che è arrivata in soccorso della Fondazione Monte Parma, impossibilitata a ripianare le perdite delle gestioni degli ultimi anni. La perdita dell’autonomia della banca locale ha strappato lamenti e recriminazioni in città (vedi “Scalata dura al MonteParma“), problemi di gestione del personale bancario deglutito nella Banca dei Territori e in Carisbo, ma non è finita. ALFA l’Agenzia per la Logistica delle Filiere Agroalimentari (nata a fine 2008 su imput del Centro agroalimentare e logistica di cui è socio di maggioranza il Comune, altri partner Banca Monte Parma, Cariparma, Camera di Commercio e Regione Emilia Romagna) non riesce ad onorare il prestito ricevuto da Palazzo SanVitale per portare avanti l’operazione legata all’area da 39 mila metri quadrati dell’ex mercato bestiame di via dei Mercati. Deve 14 milioni di Euro a Banca Monte Parma e non li ha in tasca. Un problema per la città.  Non è finita, mentre la Commissione Antitrust ha congelato l’acquisizione di Intesa sino allo scioglimento dei legami azionari tra Intesa e Credit Agricole (proprietario della Cariparma) che comporterebbe posizione dominante sulla provincia di Parma, l’assemblea degli azionisti di Banca Monte Parma convocata per il 28 aprile porta all’ordine del giorno l’azione sociale di responsabilità verso l’ex-presidente della Banca Alberto Guareschi e l’ex-Direttore Generale Roberto Menchetti. L’azione di responsabilità è un’iniziativa molto grave e con pochi precedenti nel settore bancario. Questa volta è promossa addirittura dall’azionista principale la Fondazione Monte Parma.  Se leggete alcuni stralci del comunicato stampa rilasciato da Guareschi il 29 aprile 2010 c’è da rimanere a bocca aperta:

“Il risultato negativo che vi porto mi induce ad annunciarvi che nei prossimi giorni, espletati alcuni impegni incombenti già fissati, rimetterò il mio mandato di Presidente e di Amministratore di Banca Monte Parma nelle mani della proprietà. I rumor di questi giorni, mi hanno indotto a fare serie riflessioni sul futuro della Banca. Oggi Banca Monte Parma è l’unica banca autonoma espressione di questo territorio. Nella Fondazione di Piacenza e Vigevano e in Banca Sella ha partner di grande prestigio e lealtà idonei a garantire alla Banca sicura autonomia e ottima qualità dei servizi resi alla clientela. Mantenere la Banca autonoma ed al servizio del territorio in cui è insediata è stato il principio cardine della mia attività di Presidente per tutti questi sei anni di mandato.

Questi valori  –  territorialità ed autonomia  –  sono stati da me sempre condivisi con il Presidente Greci. In quest’ottica va visto l’accrescimento della partecipazione della Fondazione Monte di Parma nel capitale della Banca e l’ingresso dei nuovi partner in sostituzione del Monte dei Paschi di Siena, frutti ottenuti grazie alle trattative condotte dal Presidente della Fondazione in modo magistrale, con il raggiungimento pieno degli obiettivi prefissati. Ritengo che il mio passo indietro possa nuocere al mantenimento di questo obiettivo. Per questo motivo, al fine di tutelare l’autonomia di Banca Monte Parma nel difficile momento economico in cui versa l’intera economia italiana, con conseguenze inevitabili sul sistema bancario, ritengo necessario un impegno diretto della Fondazione ed in particolare del suo Presidente nella vita della Banca.

Per questo motivo auspico che la Fondazione, sentiti gli Enti di cui è espressione, valuti l’opportunità di nominare quale mio successore il Presidente Gilberto Greci, uomo di grande equilibrio, esperienza e dirittura morale, attualmente unica sintesi di tutti gli ambienti espressione della nostra città ed alfiere di quell’autonomia e radicamento territoriale di Banca Monte Parma che l’ha resa l’unica Banca effettivamente locale rimasta a Parma.”

Territorio…banca locale da una parte, perdite di bilancio e azione di responsabilità dall’altro.

Non ho ancora finito su Parma. La TEP di Parma, l’azienda di trasporti pubblici, ha scoperto nell’ottobre del 2010 di avere ‘perso’ 7,8 milioni di Euro affidati alla nota Banca MB di Milano, sottoposta ad amministrazione straordinaria per un ingente buco finanziario. I 7,8 milioni affidati dal Presidente della TEP  Tiziano Mauro a Banca MB sono irrecuperabili. Si è poi scoperto che il Presidente non aveva i poteri per fare investimenti di quella entità (vedi Parmaoggi.it) e che ci sono stati intrecci tra il vicepresidente e socio della Banca MB, Giovanni Burani e il presidente di un’altra società pubblica di Parma STT Andrea Costa, anche lui con cariche in Banca MB. Sulla vicenda sta ancora indagando la procura di Parma.

Per fortuna l’Italia non è tutta qui, nemmeno Parma è tutta così, ma devo ammettere un certo grado di preoccupazione nel fare la conta dei problemi che spuntano uno dopo l’altro nel nostro sistema economico e finanziario. Problemi che non nascono da ceppi della criminalità organizzata, ma da persone fisiche di apparente specchiata reputazione, possessori di stipendi elevati o di patrimoni personali tali da non rendere necessario ricorrere a mezzi e mezzucci per spuntare qualche euro in più a fine mese. La conclusione non può essere che una e una sola: il Paese sta vivendo una drammatica crisi di valori morali e non sa scegliere o distinguere i bravi manager onesti dai manager solo furbi, nel settore pubblico come in quello privato.  Moralismo superato? Liberi di pensarlo.

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  1. Spesso vedendo queste notizie mi sono domandato del destino dei dipendenti della banca incorporata,. Nella quasi totalità dei casi i dipendenti della rete rimangono al loro posto salvo spostamenti per riorganizzazione delle filiali per evitare di avere due sportelli nella medesima zona o addirittura nella medesima via. I dipendenti della direzione generale della banca destinata a sparire hanno due alternative o il trasferimento in rete o quello presso la direzione generale della banca acquirente (posta a volte a centinaia di chilometri). Quello che non ho mai avuto modo di accertare invece è il destino dei dirigenti di livello medio o basso complici ed in parte artefici dei dissesti di una banca. Una banca delle dimensioni di Banca Monte Parma, se fortunata, avrà un quindicina di questa tipologia di bancario e, se sfortunata, almeno una trentina. Sarei curioso se possibile sapere quale sarà il futuro di questi pilastri di Banca Monte Parma perché se ci fossero dei dubbi una banca viene liquidata non per gli errori degli operatori di sportello o dei direttori di filiale ma proprio di quei dirigenti che magari non sanno neanche leggere una pratica di fido (bilancio, centrale rischi, movimentazione dei rapporti, settore economico in cui opera il cliente), che non hanno mai fatto neanche un giorno di filiale e deliberano per milioni di euro.
    p.s. di solito però questi dirigenti sono molto bravi ad usare power point sapesse che presentazioni sanno fare…..

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