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30 marzo 2011

Se ne sono accorti…

Se lo scrive l’organo ufficiale di Confindustria non c’è più da dubitare di quanto Imprese+Finanza aveva anticipato in due articoli il 7/3 (“Banche, funding e costo ai clienti“) e il 17/3 (“La nuova stretta del credito”). Leggete l’articolo di Nicoletta Picchio con le dichiarazioni felpate ma chiare del Presidente della Piccola Industria di Confindustria Boccia:

  • la corsa alla patrimonializzazione delle banche, evidenziata dalla decisione di UBI di due giorni fa, “...ci fa temere una riduzione della liquidità a disposizione delle imprese“.
  • la crescita degli impieghi bancari è il solito mezzo pollo di Trilussa, il credito arriva a poche imprese spesso grandi. Se n’è accorto Boccia girando l’Italia quando dice «È un andamento complessivo, che accorpa un mondo imprenditoriale dove invece si sentono molto le differenze tra grandi e piccole, tra chi oggi è forte sul mercato e chi invece è ancora in difficoltà»
  • è ritornata prepotente una stretta sul credito che sembrava finita. Si è cantato troppo presto in casa della signora Marcegaglia. Boccia oggi dice «La realtà è che gli istituti di credito sono diventati molto selettivi. E lo diventeranno ancora di più se non ci sarà un’entrata in vigore graduale di Basilea 3, che avrà effetti anticiclici. Si rischia si penalizzare la ripresa»
  • la selezione delle banche sta creando buoni e cattivi e i cattivi vanno a letto senza cena, senza credito. Boccia spiega: <Un mondo sostanzialmente diviso in tre parti: le imprese che hanno già superato la crisi, puntando sull’export, ben capitalizzate e quindi con un forte potere contrattuale con le banche; quelle marginali, che difficilmente ce la faranno e si trovano i rubinetti del credito chiusi; quelle che sono a metà del guado, in fase di ristrutturazione ed avrebbero bisogno di liquidità per crescere.>

Avevo fiutato e tastato questa situazione da due mesi e aspettato solo di avere abbastanza prove dal vivo, ma non mi sbagliavo. Se n’è accorta anche Confindustria, mentre l’ABI non commenta in questo articolo.

Il resto dell’articolo sono buone parole per guarnire il piatto amaro di una nuova stretta sulle PMI: gli accordi territoriali, la moratoria (che non è partita…), il cambiamento culturale che piace a Tranquilli (Unione Industriali Roma), il magico Fondo d’Investimento Italiano. Se volete la verità si è aperta una nuova stagione del credito nella quale una grande porzione del sistema PMI deve imparare a stare in vita con il credito che ha ricevuto, anzi imparare a non farselo togliere per strada. Senza illudersi che aumenti.  Gli altri, quelli buoni, possono compiacersi di avere fatto le scelte giuste in passato e di essere fuori da questo nuovo problema finanziario.

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  1. nel bello di questa situazione di “stallo” le banche utilizzano propri dipendenti per sollecitare i clenti azionisti a partecipare alle assemblee ordinarie e straordinarie per rinnovare i consigli di amministrazione e dare potere al nuovo consiglio la possibilità di emettere prestito obbligazionario fino a 100 mln di euro.
    Le pratiche dei clienti possono aspettare….l’urgenza ora é la partecipazione all assemblea con lo zuccherino come ai cavalli…rimborso del pranzo presso la propria filiale dietro presentazione della ricevuta.
    Speriamo che Banca d’Italia vigili su questa votazione del prossimo 2 aprile

  2. Questo siparietto raccontato da un cliente sarebbe persino comico se non fosse inserito nel contesto dell’articolo e dell’ammissione da parte confindustriale che le banche stanno abbandonando le imprese piccole e ancora convalescenti al loro destino.
    E’ solo un aspetto di una situazione in cui i vertici delle banche sono totalmente assorbiti dalla corsa al capitale e alla liquidità -che determinano la loro sopravvivenza e autonomia- e stanno abbandonando la rete e la clientela ai problemi di un rapporto tornato difficile.
    Se vogliamo dare tutta la colpa a Basilea3 facciamolo pure, anche se non è così.
    Un pranzo gratis è meglio che niente di questi tempi, speriamo che il caffè sia compreso.

  3. se banca etruria sta emettendo questo prestito obbligazionario al 5% ,più le spese straordinarie per la pubblicità, quale sarà il costo per il cliente considerato un giusto margine di intermadiazione?
    sarà il caso di cambiare fornitore….

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