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25 marzo 2011

La trappola delle RiBa

La ricevuta bancaria (in gergo RiBa) è uno dei sistemi più diffusi per il regolamento delle transazioni commerciali tra imprese in Italia, viene utilizzato per gestire l’incasso di una pluralità di crediti, esercitando una certa pressione sul debitore tramite la domiciliazione. Di fatto si tratta di un mandato  all’incasso conferito alla banca, che notifica alla banca del debitore l’informazione dell’importo e della scadenza del pagamento atteso. Lo smobilizzo salvo buon fine delle RiBa è probabilmente il metodo più importante con cui le imprese si finanziano il capitale circolante attraverso le linee accordate dalle banche.

Fin qui nulla di nuovo, le RiBa non costituiscono un vero e proprio titolo di credito, nel tempo hanno sostituito le cambiali tratte ma rimangono un semplice avviso di pagamento canalizzato tramite i sistemi elettronici di pagamento delle banche. Nonostante ciò la ricevuta bancaria è una parte di un contratto commerciale tra imprese e come tale deve essere onorata puntualmente, nel rispetto delle condizioni contrattuali.

Ciò che sta avvenendo in un paese in cui la puntualità dei pagamenti è diventata una barzelletta è che la scadenza della RiBa viene puntualmente ignorata e considerata dal debitore poco più che un appunto per ricordarsi che si deve pagare, non certo l’obbligo di pagare entro la scadenza. L’effetto sulle piccole imprese è devastante: una RiBa non pagata alla scadenza viene considerata insoluta, determina l’applicazione di costi bancari (commissioni per l’insoluto e l’eventuale riemissione) e l’addebito immediato sul conto corrente (dove si pagano di norma interessi più salati). Non solo, la percentuale di insoluti registrata puntualmente dalla propria banca concorre in modo importante a determinare il rating andamentale e quindi alte percentuali di RiBa insolute si trasformano in un peggioramento veloce del rating e in parecchi casi sfociano nella decisione da parte della banca di non concedere o addirittura ridurre il credito.  Quindi il danno è triplo: pagamento ricevuto in ritardo, maggiori spese e oneri finanziari e addirittura peggioramento del rating, il tutto per colpe altrui.
Recentemente una banca mi ha citato una percentuale media di insoluti per tutti i clienti vicina al 30%, un numero impressionante. Il sistema delle RiBa, che avrebbe dovuto facilitare le transazioni commerciali e il finanziamento a basso rischio (autoliquidante) si sta rivelando una trappola al punto che in alcuni casi ci troviamo costretti a suggerire di non utilizzare più questa modalità di pagamento nei contratti di fornitura.

Tutto questo non avverrebbe, mi ripeto, se le imprese avessero il riguardo di adottare tra di loro un minimo codice di comportamento che faccia della puntualità un obbligo morale (prima ancora che legale) per il rispetto del lavoro altrui e se le eventuali difficoltà di onorare le scadenze fossero gestite in modo trasparente e ben prima della scadenza. Parlare di questo fa persino sembrare ingenuo chi solleva il problema, ma se potessimo fare la somma del danno che il paese si sta procurando con le proprie mani e le cattive abitudini arriveremmo a cifre da capogiro.  Quindi non mi resta che suggerire alle piccole imprese che navigano in acque difficili con le proprie banche di stare molto attenti all’utilizzo delle RiBa.

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Pubblicato in: banche, PMI
  1. Seguo sempre con molto interesse questo sito e vi faccio i complimenti, non condivido questo articolo o meglio lo ritengo ‘superficiale’. La riba e’ purtroppo l’ unico strumento che le aziende possono utilizzare, il problema e’ la facilita’ che in italia ha il cliente ( inteso come azienda o persona fisica) di non pagare senza essere penalizzato pesantemente ! Siamo da terzo mondo chi non paga o paga in ritardo e’ nella normalita’ !!! Evitiamo le frasi sciocco del tipo allora non si sirve piu il cliente …. In una economi di push e concorrenza il mercato e’ quello dove i fornitori fanno a gara a servire cercare fidelizzare la clientela subendo anche ritardi e mancati pagamenti ! Bisognerebbe tutelare il fornitore sempre ( sull’ argomento pagamenti ) e penalizzare fortemente il cliente moroso o scorretto in tempistiche rapide e celeri !
    Il mondo funziona che prima paghi poi hai… l’ italia e’ in scacco al vendi e spera di incassare a 90-120 etc etc … Termini di pagamento anche dello stato e se non mi paga ? …. Poco puoi fare … Ti dicono che e’ rischio di impresa !! … No e’ la morte dell’ impresa

    • Grazie per i complimenti. Il suo commento mi sembra confermi in larga misura quanto segnalato dall’articolo. La ricevuta bancaria non è uno strumento sbagliato, anzi…ma per funzionare bene occorrerebbe essere sicuri che i clienti la paghino alla sua scadenza. Poiché così non è, come Lei stesso mi conferma, l’uso delle RiBa si ritorce contro il povero fornitore e in alcuni casi è meglio evitarla.
      Se Lei ha letto i miei precedenti articoli sa che mi batto per la puntualità dei pagamenti e non solo quelli delle Pubbliche Amministrazioni. Sono le imprese private che non pagano le RiBa a 90 giorni e nemmeno a 120, quando esiste già una Direttiva Europea che stabilisce che le fatture si pagano a 30 giorni e alcuni paesi che avendo passato una legge specifica, hanno dato i poteri alla magistratura per punire istantaneamente i ritardatari.
      Da noi la Direttiva sui pagamenti deve ancora essere recepita e i tribunali non corrono a sanzionare i morosi e questo è uno snodo critico. Sulle autostrade italiane vediamo spesso automobili con targa straniera superare abbondantemente i limiti di velocità. Come mai lo fanno in Italia e non in Svizzera o in Francia? Perché sanno di non essere puniti. E’ l’applicazione della legge che genera nel tempo le buone abitudini e marginalizza i furbi.

      • Il metodo della riba ha sostituito il metodo dell’assegno post-datato ritenuto illegale in quanto lo stato non incassava i bolli. Tuttavia bisogna dire che con la nuova legislazione l’assegno postdatato e’ stato in parte legalizzato acquistando il blocchetto degli assegni liberi con un aggravio di costi per i bolli che lo stato dovrebbe riscuotere . Ma chi non onora l’assegno alla scadenza incorre in una sanzione del 10 per cento da pagare al creditore e più in mancanza di liberatoria da parte del creditore con il divieto di emettere assegni e anche se sul conto ci sono i fondi tutti gli assegni non verrano pagati.

        • però io dico che se una società ti fa l’assegno e poi e vuoto no devo rimborsarlo io ricevente come nella riba

      • Buongiorno , grazie ora ho capito cosa c’era scritto nelle tre risposte che avete scritto e che io ho letto.E’ bello che ogni tanto scrivete in modo che un’alfabeta come me capisca quello che legge grazie ancora

    • SALVE VOLEVO SAPERE SE ESISTE UNA BANCA DATI DOVE POTER SEGNALERE IMPRESE CHE NON PAGANO LE RIBA , SAREBBE VERAMENTE MOLTO UTILE COME STRUMENTO PER LE AZIENDE AL FINE DI TUTELARSI DA EVENTUALI INSOLUTI

      • non mi risulta che esista una Centrale Rischi RiBa. Ricordando che le Ricevute Bancarie sono un’invenzione del sistema bancario, creata per avere una traccia informatica veloce quando il pagamento della fattura viene effettuato o per rilevare il mancato pagamento, toccherebbe alle banche pubblicare l’elenco dei cattivi. Penso che le banche siano così indietro con l’elaborazione dei dati che se un’impresa non paga le RiBa puntualmente viene penalizzato solo chi deve incassare, non (come dovrebbe) che doveva pagare accettando un metodo ben preciso basato sulla puntualità.
        In Italia esiste pochissimo a difesa della puntualità dei pagamenti, è una giungla in cui gli animali più grandi fanno ciò che vogliono e i più furbi danneggiano sistematicamente gli onesti.
        Unico spiraglio di luce il Codice dei Pagamenti Responsabili, promosso da Assolombarda e adottato recentemente da tutta la Confindustria. Ma con soli 228 aderenti che promettono di essere puntuali è…una barzelletta.
        Alcune società di informazioni commerciali, come Cerved mantengono una base dati sui comportamenti di pagamento. A loro forse si può segnalare qualcosa, ma penso si debba essere clienti.

  2. … non si potrebbe utilizzare gli adesso disponibili Direct Debit (SEPA) per chiedere il pagamento di una fornitura?.

    Ho letto dovunque di questo Direct Debit va a sostituire i RID Italiani, ma ho sentito anche che possono essere utilizzati anche per un pagamento singolo e non solo continuativo!!! … che sia possibile sostituire quindi anche le RI.BA con i nuovi Direct Debit ?

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