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23 marzo 2011

Le banche non sono uguali

E’ uno dei luoghi comuni più utilizzato dai detrattori del sistema bancario “Le banche sono tutte uguali…“. Fortunatamente non è vero, come non è vero che le banche siano sempre un cartello a scapito della concorrenza. La concorrenza tra banche esiste eccome, poiché i clienti, siano essi privati o imprese, sono tutto sommato un numero finito e le banche sono costrette a rubarsi clienti se vogliono crescere di quota di mercato senza fare costose e rischiose acquisizioni. Della guerra per accapararsi i depositi liquidi dei clienti ho già accennato in relazione anche al popolo delle partite IVA. (vedi “Chi pesca le partite IVA?“)

La battaglia sulle imprese è molto meno evidente, ovvio che sia così. Da un lato le banche hanno troppi clienti imprese per seguirli tutti come dovrebbero e dall’altro le nuove politiche del credito, descritte nell’articolo “La nuova stretta sul credito” sono uno stimolo per scegliere i clienti con cui si vuole lavorare e scartare gradualmente gli altri. Se serve una prova che questo fenomeno sia già in atto vi servo due esempi di banche che proprio ieri hanno pubblicato i loro risultati 2010 dopo l’approvazione del CdA.

Si tratta di CREDEM e Banco Desio, banche di media dimensione con una forte presenza locale (l’Emilia per Credem e la Brianza per il Desio) ma un’estensione della rete filiali in tutta Italia.

Entrambe hanno pagato la situazione economica con la riduzione del margine di interesse e degli utili (sempre più significativo il primo, non influenzato da poste straordinarie), CREDEM è calato del 16,8% nel margine e del 12% nell’utile netto, Banco Desio è calato solo del 4,35% nel margine e dell’1,7% nell’utile.

Il dato della redditività lorda e netta va guardato in controluce leggendo la voce delle rettifiche di valore sui crediti dubbi. Le rettifiche di CREDEM sono calate del 43% anno su anno a Euro 62 milioni, quelle del Desio scese del 33% a Euro 40 milioni. Questo è il dato che fa la differenza e se riprendiamo il grafico delle prime 6 banche italiane per aggiungere Credem e Banco Desio la differenza si vede. Le rettifiche del Banco Desio sono in percentuale la metà di quelle fatte da Unicredit, quelle del CREDEM poco più di 1/3 rispetto a Intesa e MPS.

Una spiegazione più chiara? Entrambe le banche hanno storicamente una politica del credito molto accurata e sono diventate ancora più rigorose dal 2008 in poi quando le altre banche avevano ancora la guardia un po’ abbassata. Il portafoglio clienti di queste due banche-modello è già stato filtrato, selezionato e oggi produce relativamente pochi scarti e per giunta in netto calo, al contrario di altre banche. Con un peso delle rettifiche di molto inferiore, la zavorra sul capitale si riduce e entrambe le banche hanno maggiore possibilità di competere sfilando altri clienti a basso rischio alle banche che sono in affanno, anche praticando prezzi aggressivi. Il giudizio su questi due istituti di credito spetta in ultima analisi alla clientela che utilizza i servizi e non a me, ma il confronto dei numeri spero sia servito a spiegare che pur operando nello stesso contesto economico hanno adottato scelte gestionali che si sono tradotte in risultati di bilancio e in un vantaggio anche sul terreno della competizione.

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