Raffica di notizie nel tormentone Kerself, segno che si sta delineando una soluzione complessiva. La società ha comunicato di avere raggiunto accordi con i soci di minoranza di DEA srl, SAEM srl ed ECOWARE per acquistare le quote ancora in mano ai vecchi soci ed estinguere le liti aperte (con Sellaroli) a suon di rimborsi e premi. Non compare nell’annuncio alcun riferimento alla HELIOS TECHNOLOGY.
Più delicata la questione MAIS di Isabella Seragnoli, da cui si deduce tutto d’un colpo che a) il debito supera i 20 milioni di Euro, b) MAIS si era rivolta al Tribunale di Milano in novembre per ottenere la restituzione del prestito obbligazionario di 10 milioni e del put sulle azioni di Helios per altri 10 milioni e c) che Il Tribunale aveva già concesso il sequestro conservativo per Euro 20,88 milioni su beni e crediti Kerself. L’11 gennaio le parti hanno raggiunto un accordo transattivo basato sul pagamento del debito in 6 rate semestrali, successivamente però all’aumento di capitale di 50 milioni.
La società appare un colabrodo, con debiti che compaiono da tutte le parti e liti in Tribunale da tacitare. Anche se tutti gli accordi siglati sono diluiti nel tempo, sono subordinati all’aumento di capitale che è ancora tutto da realizzare sul mercato. Tra pagamenti a Mais, a LDK o ai soci mi sembra che buona parte dei 50 milioni siano già stati spesi senza nemmeno averli in tasca.
Dall’altra parte gli annunci di oggi dicono che i nuovi soci-guida di Avelar sanno cosa fare e sono veramente intenzionati a sistemare debiti, pendenze e soci di minoranza pur di controllare la società e rilanciarla integrandola nella filiera europea dell’Avelar Energy.
Uno dei tasselli importanti è l’esenzione dall’OPA obbligatoria in quanto la società versa in stato di crisi. Questo particolare conferma la sensazione che l’arbitro della partita siano a questo punto le banche. L’aumento si farà solo con in tasca l’accordo delle banche per la ristrutturazione del debito, diversamente tutto quanto entrerà in cassa è destinato ad uscire velocemente in direzione dei creditori, banche comprese e 50 milioni di aumento sarebbero largamente insufficienti. Solo le banche possono consentire alla nuova proprietà un piano pluriennale in grado di assorbire piani di rientro con i creditori, fare ripartire le controllate operative e tornare a generare cassa. I nodi stanno tutti venendo al pettine e non posso evitare di stupirmi di quali e quanti problemi avesse in pancia un titolo che circolava liberamente sul mercato con finte prospettive di crescita in cui sono caduti tanti piccoli azionisti.






