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28 gennaio 2011

La festa del fotovoltaico è già finita

La comunicazione rivolta dall’Authority per l’Energia al Parlamento inviata ieri segna l’inizio della fine della sfrenata corsa agli incentivi per impianti fotovoltaici a cui hanno partecipato tutti: grandi gruppi, piccoli impiantisti, agricoltori, investitori improvvisati e fondi istituzionali esteri.  Tutti a banchettare su rendimenti garantiti per 15-20 anni pagati dal GSE (quindi dallo Stato italiano) e prelevati dalle tasche dei contribuenti aggravando la bolletta bimestrale del 7%.  Per ottenere un RoE del 18% garantito dallo stesso Stato che paga il 3% sul proprio debito vale la pena di pagare qualche premio assicurativo contro il furto dei pannelli, no?

L’Authority ha dichiarato che nel 2010 sono stati autorizzati impianti per 3 gigawatt, rispetto al totale di circa 1 giga a fine 2009. La corsa alle autorizzazioni che ha avuto numeri da capogiro a dicembre fa sì che a fronte di un parco installato e funzionante di 2 GW, le autorizzazioni 2010 per campi fotovoltaici siano arrivate a 4 GW.   Con un totale di 7 GW autorizzati a fine 2010 siamo vicini al tetto degli 8 GW previsto inizialmente per il 2020 !

Secondo l’authority sono indispensabili e urgenti interventi anti-speculazione? Come ha riportato il Sole 24 Ore ieri: ‘Lo scenario è effettivamente sconcertante: 50 mila nuovi impianti “verdi” da connettere in rete, richieste di autorizzazioni per impianti di energia rinnovabile per oltre 130 gigawatt, oltre il doppio della potenza elettrica totale ora disponibile in Italia. Gli «intenti speculativi» (chiedo i permessi e l’allacciamento per poi rivendere le carte) sono più che evidenti.

Il conto per lo Stato e i contribuenti passivi è già arrivato a 3,4 miliardi di Euro a fine 2010 e supererà i 4 miliardi nel 2011. Un contributo che finisce in tasche buone, in molte altre di investitori improvvisati o dei fondi di investimento esteri.  E’ ovvio che il richiamo dell’Authority attiri l’attenzione e porti a provvedimenti modificativi delle tariffe e delle autorizzazioni.

I cambiamenti del business fotovoltaico riguardano da vicino anche il  sistema finanziario. Società di leasing e banche hanno finanziato sino all’indigestione impianti di ogni tipo, a terra, sui tetti, sulle serre. Valutazioni rapide, poche garanzie, procedure standardizzate per miliardi di Euro, mentre per un normale mutuo si sudano mesi di istruttoria. Alcune società di leasing hanno esaurito il plafond destinato ai progetti per energia rinnovabile, alcune banche hanno detto stop o finanziano solo gli impianti proposti dai loro migliori clienti. La corsa all’oro si sta spegnendo anche per loro, sommerse da richieste di ogni tipo e costrette a districarsi tra sponsor e investitori di dubbia reputazione.  Il colpo battuto dall’Authority per l’Energia dice al sistema bancario che si può correre ancora qualche mese sulle autorizzazioni già concesse, poi rimarranno solo progetti diversi, più sensati e solidi.

Non è facile commentare questa nuova bolla speculativa che dimostra l’enorme capacità dei nostri concittadini di sfruttare velocemente i varchi concessi dalla legislazione. Le cose buone sono mescolate insieme a speculazione, riciclaggio, commercio di autorizzazioni e diritti di superficie. Per banche e società di leasing la festa del 2010 non sarà uguale nel 2011.

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  1. L’assenza di possibilità d’investimento alternative e la crisi a 360 gradi ha favorito la corsa ad investire in questo campo. Ancora oggi molti assumo a discapito di altri settori dove invece si licenzia.
    Il successo di questo segmento sembra favorito dalle situazioni contingenti che indirettamente l’hanno condizionato.
    Era abbastanza ovvio che, vista la disponibilità chiusa di produzione energetica come obbiettivo, prima o poi si arrivasse a saturazione.
    Lo stallo consegente è frutto della miopia di alcuni, non si vuole la loro colpevolizzazione del resto con questa carestia sconvolgente ognuno fa quel che può.
    Il dubbio e che non vi sia mai stato un disegno d’insieme, un approccio strutturato che accordasse tutti i settori.
    Ora forse bisognerebbe pensarci sopra.

  2. mi sto avvicinando a questo mondo forse in ritardo ma è una jungla …tutti discorsi diversi, prezzi diversi, numeri diversi. qualcuno sa veramente come stanno le cose???

  3. Bisognerebbe valutare tutte quelle Società che per prime hanno investito con successo immenso in questo settore e vedere quanti parlamentari e senatori ci hanno lucrato e speculato. allora ci si renderebbe conto che ad oggi, come al solito quando tutti gli altri si avvicinano e pensano di aver fatto un buon investimento, IMPROVVISAMENTE DATO CHE MOLTI HANNO PRESO, SONO GIA’ SCAPPATI E SONO IRRINTRACCIABILI si può normare adeguatamente tutto, tanto il cerino in mano rimane ai soliti poveri illusi di vivere in uno stato di diritto.

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