Postato:

28 dicembre 2010

Banche e PMI: munizioni per il 2011

Tutte le banche commerciali si stanno preparando alla stagione 2011 che si presenta molto impegnativa per la difesa e ricostituzione dei margini operativi.
Se da un lato dovranno contenere e gestire il flusso di sofferenze e ristrutturazioni che erodono margini e capitale, le divisioni commerciali a partire dal 10 gennaio saranno a maggior ragione invitate a moltiplicare gli sforzi per aumentare le erogazioni di nuovi finanziamenti. Con quali metodi?  Quello più tradizionale è rappresentato dalla creazione di plafond finanziari messi a disposizione delle PMI e pubblicizzati con accordi distributivi e di co-marketing siglati con le associazioni di categoria.
La madre di tutti i plafond rimane quello proposto da Intesa SanPaolo per 10 miliardi di Euro attraverso la collaborazione di Confindustria. E’ un plafond virtuale, come una partizione del disco fisso di un computer, perché non contempla alcuna vera delibera interna: è  la singola operazione che viene analizzata e approvata. Dichiara tuttavia una disponibilità illimitata a finanziare imprese sane, di cui va tenuto buon conto e di certo le aree commerciali saranno chiamate dal duo Passera-Morelli a rispondere dell’utilizzo del plafond nel 2011.

Accordi BEI. Le altre banche non stanno ovviamente a guardare e in questo blog proverò a segnalare gli accordi e gli annunci più recenti. In prima battuta i plafond ‘veri’ quelli co-finanziati dalla BEI che mette a disposizione delle banche fondi a medio lungo termine, purché siano destinati a finanziare le  PMI. E’ il caso di BNL-BNP che ha firmato l’8/12 un accordo 300 milioni valido per la banca e per BNP Paribas Lease.  Stesso accordo per Banca Sella firmato il 17/12 e per 70 milioni, destinato a investimenti in tutti settori, agricoltura compresa) ed esteso a Biella Leasing.  Anche Veneto Banca ha firmato un accordo con la BEI la scorsa estate per 150 milioni, utilizzabile anche da Claris Leasing, Banca Apulia e CR Fabriano.  Mediocredito Italiano (Intesa) ha da giugno un plafond simile di 300 milioni.

Nei plafond ‘virtuali’ segnalo i 1.100 milioni messi sul piatto da CREDEM in ottobre con l’operazione “Gran Cassa” (che nome originale…) destinati ai suoi 29.000 clienti nelle varie aree (400 milioni al Sud) per esigenze di liquidità di fine anno (acconti e tredicesime) senza richiesta di garanzie. Sono tanti soldi considerando il totale degli impieghi di Credem che viaggiano sui 4 miliardi.  Non credo siano facilmente disponibili per tutte le aziende che annaspano senza liquidità, ma certamente servono a ribattere le critiche di chi dice che le banche non prestano alle piccole imprese.

Infine, sempre tra le buone notizie, va inserito il “Plafond Stabile” di 8.000 milioni messo a disposizione da CDP (Cassa Depositi e Prestiti) alle PMI che prevede ora la possibilità di rifinanziare le banche commerciali anche sulla scadenza di 10 anni, oltre ai 3, 5 e 7 anni già previsti e utilizzati per 2,4 miliardi.

Insomma le banche hanno sufficienti munizioni per sparare nel 2011.  Spesso le stessi reti bancarie non ne sono del tutto consapevoli, certamente non lo sono le piccole imprese.

more

Ti potrebbe interessare anche :


  1. Caro Fabio, vorrei essere smentito dai fatti, ma sono estremamente scettico sulla effettiva possibilità che le munizioni possano essere sparate con efficacia. Temo che si tratti di polveri bagnate o, peggio, di munizioni esibite come nella foto, ma che non saranno mai caricate né, ovviamente, sparate. La sensazione è che le banche abbiano necessità di ridurre gli impieghi, che coprono, se non eccedono, la raccolta. E che possano farlo solo selezionando (ancora di più!) gli impieghi, non certamente favorendo le imprese in crisi di liquidità. D’altra parte, come insegna l’esperienza delle parole d’ordine lanciate in occasione dell’entrata in vigore di Basilea 2, le banche mettono a disposizione plafond con la stessa facilità con la quale, negli spot, i giovani si tengono per mano correndo incontro alla vita, sorretti dalla loro banca. Il problema è che si tratta di spot, di realtà virtuale: è la realtà vera quella che fa paura.

    • Caro John, io sono un po’ più positivo sulla volontà degli istituti di credito di usare le munizioni disponibili. In fondo sappiamo bene che il conto economico va fatto e che aumentare la commissione di massimo scoperto cambiandogli nome e perimetro di applicazione non si può fare una seconda volta. Quindi i margini vanno fatti prestando denaro.
      Seguendo l’ordine del tuo commento:
      – se ci sarà vera necessità o volontà di riduzione degli impieghi questa sarà causata da difficoltà nel rifinanziamento delle passività in scadenza (obbligazioni). Questo è un tema importante su cui tornare con dati alla mano. In ogni modo la riduzione degli impieghi si fa molto più rapidamente sulle imprese medio-grandi e sulle società finanziarie (real estate…) che non prelevando da tantissime piccole imprese. E’ la legge dei grandi numeri e su alcune grandi imprese i margini non giustificano il rischio.
      – le munizioni non sono per le imprese in crisi di liquidità, questo è sicuro. Sono totalmente d’accordo che la selezione degli impieghi sarà ancora più accentuata nel 2011. Per le PMI questo significa che si esclude un 40% di aziende problematiche e un 10-15% di aziende che non hanno bisogno delle banche, tutto il potere di fuoco si concentrerà sul 45-50% delle imprese con il probabile risultato di affollamento sul gruppo di imprese che appaiono meno rischiose, e il possibile boomerang di margini in riduzione invece che in aumento.
      E’ una lettura che ti sembra plausibile?

Leave a Reply

Twitter Users
Enter your personal information in the form or sign in with your Twitter account by clicking the button below.