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27 dicembre 2010

Plafond piccolo, idea grande

C’è chi ha calato sul tavolo un mega-plafond da 10.000 milioni di Euro, come ha fatto da qualche mese Intesa SanPaolo, e chi lavora su numeri più piccoli ma con grande voglia di cambiare qualcosa.  E’ il caso dell’UNIVA (Unione Industriali di Varese) che insieme alla BCC di Busto Garolfo e Buguggiate aveva lanciato a marzo 2010 un prestito obbligazionario di Euro 4,5 milioni destinato a sostenere le PMI associate. Il prestito era stato sottoscritto per 2/3 da imprenditori varesini con eccedenze liquide e per 1/3 dalla stessa BCC di Buguggiate e aveva un tasso d’interesse del 2,25%.  Serviva ad aiutare piccole imprese alle prese con problemi di liquidità e di capitale.  Ora UNIVA e BCC di Buguggiate annunciano che dopo 9 mesi il plafond è esaurito e l’operazione è stata un successo.  Cito quanto apparso oggi su Varese report:

“Una scommessa vinta: Univa Bond, ossia il prestito obbligazionario promosso dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese e dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, ha fatto centro. Proprio in queste settimane si è infatti esaurito il plafond di 4,5 milioni di euro destinato alle imprese varesine; un plafond composto per 3 milioni dal prestito obbligazionario sottoscritto dalle imprese e per 1,5 milioni messo a disposizione dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Presentato a marzo, il prodotto finanziario ha chiamato in causa le imprese stesse per finanziare il sistema produttivo del territorio. Con due priorità: sostenere la liquidità delle imprese e i progetti di  patrimonializzazione aziendale.

«Il progetto “Imprenditorialità, finanza e territorio” è stato accolto al meglio dalle imprese – dichiara il direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Luca Barni – e questa è la miglior dimostrazione della bontà delle iniziative bottom up, quelle che partono dagli attori del territorio e che al territorio sono destinate. Ricaviamo due considerazioni: che la crisi permane e che la misura che abbiamo studiato con gli industriali varesini è stata azzeccata. Ma c’è di più: al di là degli importi di Univa bond, ci preme sottolineare la replicabilità dell’idea. Se qui, in un contesto molto particolare come la provincia di Varese, il test ha funzionato, perché non pensare di estenderlo su scala nazionale? In Italia esistono un centinaio di associazioni imprenditoriali territorialie 440 Bcc: la strada è tracciata».

«Con l’impiego di tutto il plafond – commenta il Direttore dell’Unione Industriali, Vittorio Gandini – si chiude il cerchio di un’iniziativa innovativa. Ancora una volta la provincia di Varese ha saputo fare scuola, mettendosi al passo con i tempi e, per certi versi, anticipandoli. Grazie al contributo della Bcc imprenditori del territorio hanno messo a disposizione risorse economiche per finanziare le idee, la patrimonializzazione e la liquidità di altre imprese, di altri imprenditori. Con una logica mutualistica che, nel sistema imprenditoriale varesino, non è un principio astratto. Anche con questa iniziativa siamo riusciti a declinare nel concreto concetti come “fare squadra” e “sistema” su un fronte che rimane centrale per imboccare la strada della crescita: quello dell’accesso al credito e di una finanza in grado di stare al fianco del manifatturiero».

Complimenti a Gandini di UNIVA e a Barni della BCC perché i veri annunci sono quelli che si fanno alla fine, quando i plafond sono stati utilizzati e le parole prendono sostanza solo quando si parla di cose fatte. Quanto dovremo aspettare per vedere esauriti i 10 miliardi di Intesa? Ma soprattutto qual’è l’idea nuova dietro a un plafond che ripropone le stesse operazioni già disponibili a catalogo, con un aggiunta di garanzie (costose) dei Confidi?
Alle PMI servono entrambi, però il premio alle idee e all’innovazione va a Varese senza ombra di dubbio.

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