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27 luglio 2010

Dov’è il vero stress?

Due articoli comparsi ieri e oggi sul Sole 24 Ore ci avvisano che il tanto atteso ‘stress test‘ sulle banche internazionali e su 5 gruppi bancari italiani è stato finto, ‘un’esame studiato su misura per determinare il risultato‘, per colpire solo le poche banche che si voleva colpire e tranquillizzare il resto del mondo.

 

Se fosse vero -e a pensare male non si sbaglia mai, dice la saggezza popolare- non siamo per niente tranquilli che la crisi finanziaria sia solo un brutto ricordo e il sollievo del test di gravidanza è durato poche ore.  Inutile consolarsi con il fatto che le 5 italiane di Champions League siano uscite bene dal test, perché tanto sappiamo che un guaio in Grecia o Spagna o in una investment bank USA si trasmette alla comunità finanziaria in varie forme entro pochi giorni. Il nervosismo della comunità finanziaria significa che i vertici delle nostre banche stanno necessariamente prestando molta attenzione all’andamento del titolo, ai giudizi degli analisti di borsa, ai problemi dei libri di trading e a quelli di liquidità.  Rimane poco tempo per occuparsi dei problemi della clientela di massa (privati e piccole imprese) che hanno aspettative di cambiamento nella gestione del credito.

 

Per le piccole imprese, che hanno bisogno di un contesto finanziario stabile, prevedibile e di banche concentrate su come fare ripartire la macchina della crescita, il risultato del test non è una notizia interessante. Lo stress, quello vero, che si portano appresso rimane invariato.

 

 

 

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Pubblicato in: banche

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