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26 maggio 2010

Un colpo durissimo al private banking


L’affaire della lista Falciani-HSBC è esploso anche in Italia con l’acquisizione della lista degli italiani da parte della Guardia di Finanza come descritto dall’articolo del Sole 24 Ore.com

“Nella lista Falciani un tesoretto da 6,9 miliardi $
È di 6,9 miliardi di dollari Usa il tesoretto contenuto nella cosiddetta «lista Hbsc» acquisita la scorsa settimana dalla Guardia di Finanza italiana. La lista contiene 7 mila nomi di correntisti italiani della banca Hsbc sospettati di evasione fiscale ed è stata ottenuta dalle Fiamme gialle attraverso una collaborazione internazionale di polizia.

La vicenda degli schedari della banca HSBC, con migliaia di nomi di francesi titolari di conti bancari in Svizzera, è stata rilanciata negli ultimi mesi dalla procura di Nizza. Lo schedario, che è stato trovato in possesso di un ex dipendente della banca, Hervè Falciani, contiene informazioni su 127 mila conti correnti, riconducibili a ottantamila persone residenti in 180 Stati diversi. Quelli degli italiani sarebbero 7.094, mentre i francesi sarebbero 8000.

Più della metà delle persone fisiche indicate nella lista Hsbc-Falciani – ha comunicato la Guardia di Finanza – sono imprenditori (51%), seguono casalinghe (15%), professionisti vari (avvocati, dentisti e giornalisti: 14%), dirigenti di azienda (11%), pensionati (4,5%), studenti (2%) e altro (2,5%). Il 63% dei contribuenti presenti nell’elenco sono in Lombardia, l’11% nel Lazio, il 7% in Piemonte, il 4,5% in Emilia Romagna, il 4% in Veneto, il 3,5% in Toscana, il 3% in Campania come anche nelle Marche, il 2,5% in Trentino Alto Adige, l’1,5% in Friuli Venezia Giulia e in Liguria, lo 0,5 % in Puglia.”

Ora mentre si scatenerà la curiosità giornalistica sui nomi dei 7.094 italiani, qualcuno dovrà porsi delle domande sull’impatto che questa bomba a scoppio ritardato avrà sulle strategie e sull’intero business del private banking in Italia. Perché se è vero che non occorre avere conti all’estero (offshore) per essere cliente di una private bank è altrettanto vero che in parte per evasione ed elusione e in parte per la maggiore flessibilità operativa e la minore tassazione estera quasi tutti i clienti delle private bank mantengono conti all’estero, sulla cui segretezza non possono più contare.
Il danno colpisce in prima file le banche svizzere e anglosassoni, ma inevitabilmente anche le principali banche italiane.
Il fenomeno apparentemente irreversibile della perdita di fiducia dei clienti verso istituzioni che di fatto hanno sempre ‘venduto’ fiducia per raccogliere risparmi si colorisce di un nuovo episodio. Anche se questa volta le banche non hanno alcuna responsabilità diretta. La vendetta del dipendente incattivito da un trattamento che considera ingiusto o pronto a tutto per denaro non è un evento isolato, tanto più se il caso Falciani confermerà l’immunità per il protagonista.
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Pubblicato in: banche

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