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25 maggio 2010

il commento di Finanza & Potere-blog di Giuseppe Oddo


Banche, 37 miliardi di incagli pendono come la spada di Damocle sui maggiori gruppi creditizi

I primi undici gruppi bancari italiani (Banca Carige, Banca Monte Paschi, Bper, Banca Popolare Milano, Banca Popolare Sondrio, Banco Popolare, Credito Valtellinese, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Ubi Banca e UniCredit) hanno registrato a fine 2009 un balzo impressionante dei crediti deteriorati (Analisi R&S-Il Sole 24 Ore). Tra incagli, sofferenze, crediti scaduti e ristrutturati, l’ammontare dei crediti di dubbia esigibilità ha sfiorato in tutto gli 85 miliardi di euro, contro i 49 di fine 2008, con un incremento del 73,5 per cento. In particolare, gli incagli sono passati in totale dai 19 miliardi del 2008 ai 37 del 2009, mentre le sofferenze sono scese da 21 a 29 miliardi.Ed è proprio il dato sugli incagli la spia delle difficoltà del sistema bancario nazionale. Gli incagli sono crediti che il cliente (impresa o famiglia) ha smesso di rimborsare per problemi di carratere transitorio. Essi potrebbero tornare in bonis, ma potrebbero anche diventare sofferenze, cioè crediti irrecuperabili. Tutto dipende dall’evoluzione della crisi economica. Se la congiutura inverte la rotta e la domanda di beni torna a crescere, molte aziende potranno tornare a rimborsare i propri debiti e le banche potranno tirare un sospiro di sollievo. Se la congiuntura non migliora, molti di questi incagli dovranno essere portati a perdita.
Il gruppo UniCredit ha 31 miliardi di crediti deteriorati contro i quasi 20 del 2008, oltre il 50% in più. La banca guidata da Alessandro Profumo ha in bilancio 11,5 miliardi di incagli e quasi 13 di sofferenze.
Intesa Sanpaolo ha in totale 20,5 miliardi di crediti deteriorati, quasi il doppio dell’anno precedente, 10 miliardi dei quali sono incagli e più di 5 sofferenze.
Hanno i loro guai anche Monte dei Paschi e Banco Popolare. Il gruppo senese ha più di 10 miliardi di crediti deteriorati contro i 7 dell’anno prima, e a fronte di 3,8 miliardi di incagli accusa 4,7 miliardi di sofferenze. I crediti deteriorati del gruppo veronese ammontano invece a poco meno di 10 miliardi, sono cioè quasi il triplo rispetto al 2008, con incagli e sofferenze cresciuti di oltre due volte e mezza, nell’ordine a 5,5 e a 2,6 miliardi.
Anche Ubi Banca non scherza. I suoi crediti deteriorati sono quasi raddoppiati tra il 2008 e il 2009, a 4,5 miliardi. Le sofferenze sono 1,8 miliardi e gli incagli 1,3.
Più o meno raddoppiati i crediti deteriorati anche per Bper, Popolare di Milano e Credito Valtellinese.
Un altro indicatore che segnala la gravità della situazione è il rapporto tra crediti deteriorati e crediti totali alla clientela, che ammonta per l’intero campione al 5,8%, mentre a fine 2008 era del 3,3 per cento. L’istituto di credito messo peggio è il Banco Popolare, i cui crediti deteriorati in rapporto a quelli totali alla clientela sono più del 10%, seguito da Bper con il 7%, Monte Paschi con il 6,7% e Carige con il 6,3 per cento.
La banca con la minore incidenza di crediti deteriorati su quelli totali alla clientela è Mediobanca, con appena il 2 per cento.
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Pubblicato in: banche

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